Il Tirreno

Villamarina, il pronto soccorso regge l’urto

di Claudia Guarino
Villamarina, il pronto soccorso regge l’urto

La Uil accusa la mancanza di personale, ma i dirigenti negano: abbiamo un numero sufficiente di medici e infermieri

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PIOMBINO. Le immagini del pronto soccorso di Nola, con i pazienti stesi a terra, o di quello di Pistoia, con i degenti stipati come sardine sulle barelle, sono cronaca recente. Esperienze di una simile entità al pronto soccorso di Piombino non sono emerse, anche se, secondo la federazione provinciale della Uil funzione pubblica, qui «la situazione è insostenibile» per mancanza di personale. Per chiedere delucidazioni ai dirigenti e per vedere da vicino come funziona il pronto soccorso di Villamarina, abbiamo fatto un giro al suo interno.

Siamo stati accompagnati da Angelo Trotta, caposala del pronto soccorso, Paolo Pennati, direttore del pronto soccorso di Cecina con interim su Piombino e Andrea Giorgetti, responsabile del pronto soccorso di Piombino. Quando entriamo in sala d’aspetto è prima mattina e il pronto soccorso è semivuoto. Normalmente, ci viene spiegato, la mattina è la parte della giornata più tranquilla. In effetti ci sono solo due persone ad attendere, e anche all’interno, superata la sala d’attesa, non c’è trambusto. In realtà la tranquillità è tornata da pochi giorni, perché nel corso del mese, per l’ondata influenzale, il pronto soccorso ha avuto parecchi accessi. «Abbiamo curato diversi anziani affetti da polmonite e difficoltà respiratorie – dice Pennati – abbiamo avuto, inoltre, parecchi casi trattati in terapia intensiva. Anche a Piombino è capitato che i pazienti siano rimasti per qualche tempo in barella, fermi nei locali del pronto soccorso, ma non siamo ai livelli registrati in altre zone d’Italia. Gli ospedali sono tarati su una media e, a volte, nei casi di maggior affluenza, la domanda supera la possibilità di risposta».

Il momento dell’anno in cui questo accade, oltre che durante i picchi influenzali, è l’estate, quando la popolazione aumenta a causa della presenza dei turisti. «In questo caso, però, abbiamo dei traumi trattabili più facilmente e più velocemente – dice Pennati – In inverno, invece, spesso si hanno casi più gravi che richiedono un tempo di intervento maggiore».

E spesso in sala d’attesa si creano file che fanno fatica a smaltirsi in un tempo accettabile. In tutto l’anno il pronto soccorso di Piombino registra circa 22.000 ingressi, di cui il 2% è costituito da codici rossi e il 22% da gialli. Il ricovero ospedaliero è disposto nel 10% dei casi. E’ all’accettazione che l’infermiere di turno assegna un codice di ingresso che dà un grado di priorità.

Ci spiegano che quest'ultimo dovrebbe poter terminare il suo percorso in pronto soccorso nell’arco di 4-5 ore. Non è però sempre possibile rispettare questa tempistica. E, dicono, non è possibile neanche affermare con sicurezza che con più personale ci sarebbe una fila minore in sala d’aspetto. Perché le attese dipendono dalla complessità dei casi considerati. Questo aspetto è sottolineato più volte dai dirigenti, secondo i quali «per come è organizzato il pronto soccorso il personale è sufficiente. Abbiamo 23 infermieri, 15 operatori socio-sanitari e 16 medici. A volte, inoltre, qualche medico fa gli straordinari, altre volte facciamo nuovi contratti a tempo. E’ stato anche bandito un concorso per l’assunzione di due medici e d’estate vengono impiegati interinali».

Una delle criticità è la distanza del pronto soccorso da altre aree dell’ospedale, ad esempio radiologia. «Questo allunga i tempi – sottolinea Pennati – I viaggi per trasportare i pazienti sono più lunghi e serve più lavoro».

Visitate le varie sezioni del pronto soccorso usciamo dall’ospedale e notiamo che sono stati da poco organizzati due nuovi parcheggi per donne in gravidanza e per chi accompagna bimbi. Il giro è finito, ma rimane un interrogativo. Fonti esterne all’azienda ci hanno segnalato la presenza, sporadica, di persone senza fissa dimora che trovano rifugio per la notte in sala d’aspetto. «E’ vero, a volte capita – dice Trotta - ma i casi sono veramente pochissimi».

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