Il Tirreno

Livorno è assente, bloccata la gestione degli alloggi popolari

di Claudia Guarino

Manca il numero legale dell’organismo d’indirizzo Casalp Di Giorgi: «Inaccettabile, con tante famiglie in grave difficoltà»

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PIOMBINO. L’assenza del Comune di Livorno all’assemblea del Lode lascia l’amaro in bocca all’assessora alle politiche sociali Margherita Di Giorgi, che parla del raggiungimento di «un punto di non ritorno».

In un momento così delicato per Piombino, con la crisi che fa restare la città senza fiato e con le preoccupanti cifre dell’emergenza abitativa «nessuna amministrazione – dice l’assessora - può più permettersi di perdere un solo minuto sui temi del welfare, delle politiche per la casa e sulla definizione di nuovi strumenti a sostegno del disagio economico e sociale che interessa le nostre comunità. Vorrei sottolineare il fatto che all’ultima assemblea del Lode il Comune di Livorno non si è presentato. E questo denota una forte mancanza di rispetto per le istituzioni». L’ordine del giorno dell’assemblea verteva sulle variazioni al regolamento per l’assegnazione delle case popolari. L’assenza di Livorno ha bloccato qualunque decisione, facendo venire meno la presenza della maggioranza necessaria per portare a termine i lavori. Una tale posizione del Comune di Livorno, secondo Di Giorgi, crea il blocco totale del sistema, allungando i tempi necessari per affrontare i problemi dell’emergenza abitativa e provocando ripercussioni sullo stesso Lode, nonché sulle scelte politiche riguardanti la gestione del patrimonio immobiliare popolare. «Ancora una volta il tavolo del Lode livornese e dell’assemblea dei soci Casalp si è concluso con un niente di fatto e con l’ennesimo rinvio – afferma Di Giorgi - L’attuale gestione politica, priva di confronto e di rispetto per le istituzioni, che viene portata avanti dal Comune di Livorno, coordinatore dell’organismo di indirizzo di Casalp, continua non solo a lasciarci sgomenti, ma a preoccuparci seriamente». Casalp è la società per azioni dei Comuni della provincia di Livorno, che esercitano in forma associata (lode, appunto, Livello ottimale d’esercizio) le funzioni relative all’edilizia residenziale pubblica (Erp) nell’ambito provinciale. A Piombino, nello specifico, ci sono circa 900 appartamenti Casalp. 25 sono in attesa di manutenzione. Il Comune di Piombino ha più volte sottolineato di aver messo a disposizione di Casalp il canone concessorio finalizzato al recupero degli edifici. Il Comune di Livorno si è però opposto all’utilizzo di tale canone e perciò questi alloggi sono bloccati.

«L’attività di Casalp è di fatto ingessata dall’incapacità politica del socio maggioritario, il Comune di Livorno, che non riesce a prendersi le responsabilità necessarie. La totale assenza di condivisione e di rispetto delle istituzioni con la quale il Comune di Livorno coordina il Lode, per altro in un momento di grande difficoltà per i cittadini, ci sconcerta. Perché questa società, a oggi, naviga a vista, senza, di fatto, una conduzione politica chiara. Il Lode livornese risulta, a nostro avviso, esautorato del suo potere di indirizzo politico e amministrativo, costretto ogni volta a piegarsi alle delibere della giunta comunale di Livorno, le quali vengono portate all’interno dell’organismo come diktat immodificabili. I Comuni della provincia di Livorno hanno manifestato, sin dalle prime sedute, il loro dissenso e la loro perplessità. Ma oggi siamo giunti a un punto di non ritorno». L’emergenza abitativa, a Piombino, è un fenomeno che preoccupa sempre di più sia la comunità sia gli amministratori. Nel 2016 il Comune ha rilevato 61 sfratti, il 70% in più rispetto al 2015. Si tratta di padri separati, madri sole con figli a carico, ma anche di famiglie con componenti che lavoravano, per la maggior parte, nell’indotto dell’ex Lucchini. «Il momento di difficoltà per le famiglie che abitano nei nostri Comuni è estremo. E i problemi legati al disagio economico e sociale non accennano a diminuire».

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