Gioco
Unicoop, il sindaco preoccupato: "Vorrei vedere anche il piano di rilancio. Non possono fare solo tagli"
Massimo Giuliani chiede chiarimentti anche sull'investimento da 30 milioni per spostare il negozio di via Gori. Intanto un dirigente, chiamato a dicembre, va al Comune di Roma alla corte della Raggi
PIOMBINO. «Mi auguro che l’azienda ci presenti anche il piano di rilancio, non solo i numeri dei tagli del personale e dei negozi da chiudere. Non lo nego, sono poco sereno»: il sindaco Massimo Giuliani, in attesa dell’ufficialità del piano “lacrime e sangue” di Unicoop, anticipato dai sindacati, non nasconde la preoccupazione per quanto è stato deciso negli uffici dirigenziali di Vignale.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.14717090:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2017/01/15/news/unicoop-tirreno-taglia-600-posti-e-21-punti-vendita-ecco-quali-1.14717090]]
Gran parte dei 160 esuberi previsti in sede, infatti, sono piombinesi e della Val di Cornia, solo una piccola parte proviene dai paesi del grossetano, in particolare da Follonica e Scarlino.
E in ballo c’è anche l’investimento che Unicoop, da anni, avrebbe in programma a Piombino, cioè il trasferimento dello storico supermercato di via Gori, dove si trasferì la Proletaria, nata nel 1945 nello spaccio dell’Ilva: «Vorrei sapere se quel progetto è sempre in piedi, perché a quello spostamento è legato il nuovo disegno del centro e il piano della mobilità».
La delibera del consiglio comunale che autorizza il trasferimento in via Flemalle (sotto al cavalcavia per il porto, ndr) risale all’ottobre 2014, il progetto prevedeva un investimento di 30 milioni di euro. Sono parecchi soldi, in un momento in cui 12 supermercati saranno chiusi e 8 ceduti la preoccupazione del sindaco non è così campata in aria.
Alla corte di Virginia. Intanto è stato ufficializzato l’addio ad Unicoop Tirreno di Franco Giampaoletti, che era stato chiamato dal direttore generale Piero Canova all’inizio di dicembre per occuparsi delle aree di servizio, dal personale ai servizi informativi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.14727555:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14727555:1652378206/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il manager, marchigiano, 56 anni, che prima di approdare in Unicoop era stato direttore generale del Comune di Genova, è stato infatti chiamato da Virginia Raggi a ricoprire lo stesso incarico in Campidoglio, anche se si preferisce definirlo “city manager”. Fa le stesse cose, ma in inglese l’effetto è diverso...
L’idea della sindaca pentastellata, a picco nei sondaggi sul gradimento, è di affiancarlo al segretario generale Pietro Paolo Mileti, già insediato a Roma, per ricomporre la coppia che ha retto la giunta di centrosinistra del capoluogo ligure.
Mozione del Pd in Regione. Intanto in consiglio regionale i consiglieri della costa Leonardo Marras (Grosseto), Gianni Anselmi (Val di Cornia) e Francesco Gazzetti (Livorno) hanno presentato una mozione: «Unicoop Tirreno è la più grande impresa cooperativa commerciale della Toscana costiera e tra le più grandi del centro Italia. La situazione di difficoltà in cui versa ci è nota da tempo, ma di fronte al piano industriale presentato ai sindacati e ai lavoratori, non possiamo che sollecitare alla giunta regionale un impegno forte e tempestivo, anche considerando il fatto che l'area principale di riferimento della Cooperativa include aree definite di crisi complessa e per questo già oggetto di incentivi e misure dedicate a favorire la ripresa».
«Con questa mozione impegniamo la giunta regionale ad attivare quanto prima un tavolo regionale sulla crisi aziendale puntando l'attenzione sulla chiusura e la cessione dei punti vendita nelle province di Grosseto e Livorno e, conseguentemente, sui licenziamenti che interesserebbero complessivamente quasi 600 persone, come sostenuto dai sindacati. Questa operazione avrebbe un impatto devastante sulla già debole economia dell'area, mettendo in ginocchio molte famiglie e privando i cittadini di servizi essenziali come sono i supermercati nei piccoli paesi».
I numeri e i tagli
I numeri di Unicoop Tirreno: poco meno di un milione di soci, 4500 dipendenti, 100 punti vendita e 29 sezioni soci, nel 2015 ha tagliato il traguardo dei 70 anni di attività mantenendo sempre la sede legale a Piombino, dove è stata fondata.
Nel 2015 l'esercizio si è chiuso con una perdita consolidata di 16 milioni e 264 mila euro (a fronte della perdita di 16 milioni e 967 mila euro del 2014) e un patrimonio netto consolidato di 175 milioni e 585 mila euro (191 milioni e 201 mila euro mila euro al 31.12.2014); secondo stime sindacali, anche il 2016 dovrebbe chiudersi con una perdita di circa 25 milioni.
Il piano industriale presentato dall'azienda prevede la chiusura di 12 punti vendita e degli uffici del e-commerce e la cessione di altri 8 negozi. Previsti 481 esuberi di dipendenti a tempo pieno, 160 nella sola sede di Vignale Riotorto, 95 nei punti vendita che rimarranno aperti, 116 nei supermercati da vendere, 110 in quelli da chiudere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
