La protesta
Dopo un Natale sotto tono anche i saldi vanno a rilento
PIOMBINO. I dati si avranno a breve, ma sembra non esserci stato il boom delle vendite a Piombino. Non nel periodo di Natale. E anche i saldi pare che stiano procedendo a rilento. Diversi...
PIOMBINO. I dati si avranno a breve, ma sembra non esserci stato il boom delle vendite a Piombino. Non nel periodo di Natale. E anche i saldi pare che stiano procedendo a rilento. Diversi commercianti di corso Italia confermano questa tendenza e facendo un giro per la città, in un giorno infrasettimanale, non c’è traccia del pienone in botteghe e negozi. Non si vedono nemmeno molte persone che passeggiano portando sottobraccio buste con prodotti scontati. Che gli affari, nel periodo natalizio e durante i primi giorni di saldi, non siano andati particolarmente bene è opinione di Confcommercio.
«Non ho i numeri, ma posso dire che, per quanto riguarda il periodo dei saldi, non c’è stata una buona partenza, anche se è ancora presto per fare un bilancio – dice il presidente piombinese Marco Torchioni –. E anche in occasione delle feste di Natale gli affari non sono andati bene. Questo discorso vale, grosso modo, per tutti i settori. Prendiamo la cartoleria ad esempio, quest’anno si è venduta poca carta da regali e i biglietti d’auguri non sono andati per la maggiore. La gente spende poco, siamo a livelli che dieci anni fa erano inimmaginabili. Piombino sente tanto la crisi». Una crisi che è sì generale dell’economia, ma che in città ha stretto la sua morsa soprattutto sulla fabbrica, fonte primaria di reddito.
«Molta gente – aggiunge Torchioni – non compra in città, ma nei grandi centri commerciali o sul web. Anche questi aspetti influiscono sulle vendite». Piombino, insomma, in questi giorni non è gremita di famiglie e ragazzi che si riversano in centro per cogliere questa o quella occasione, garantita dai prezzi ribassati. «Per ora questi saldi non si sono rivelati niente di eccezionale per quanto riguarda le vendite – dice Sandro Cioni, titolare del negozio di vestiti Eta Beta -. Nel periodo natalizio ho registrato un calo rispetto all’anno scorso. C’è stato un po’ più di movimento dal 17 al 24 dicembre, ma niente di che. Non si è vista alcuna ripresa, anzi, mi sembra che siamo in discesa». La sensazione che gli affari non siano andati benissimo si unisce alla percezione che la gente che passeggia in centro sia poca. «Non ci sono molte persone in giro, sarà dovuto anche al freddo. Natale non è andato peggio dell’anno scorso. I saldi sì, ma per ora è presto. C’è stata un po’ di gente i primi due giorni, poi si è fermato tutto», dicono Ale e Mony, titolari del negozio Io donna, in corso Italia. Se ci spostiamo dall’abbigliamento ai libri la situazione è simile. «Il periodo natalizio non è andato meglio dell’anno scorso – sottolinea Andrea Bellucci, titolare della libreria La Fenice -. Credo anzi che ci sia stata una lieve perdita, anche se ancora non ho fatto tutti i conti. Siamo arrivati al punto che contenere le perdite è già un successo».
«I saldi stanno andando male – aggiunge Rita Angelini, commessa della pelletteria al civico 25 di via Ferrer -. Ho lavorato un po’ di più un paio di giorni prima di Natale. Non ho un confronto con l’anno scorso perché il negozio è aperto da maggio, ma rispetto a quel periodo la stagione invernale ha registrato un calo». Niente partenza con il botto per i saldi quindi. E le vendite del periodo natalizio se non sono andate peggio dello scorso anno, non hanno comunque registrato un aumento significativo. Al massimo i numeri sono in linea con quelli di fine 2015 e inizio 2016. «La città è ferma» dice Bellucci. E questa è anche l’idea di Alessia Fagioli, Cna: «C’è grande prudenza nel comprare, la spesa è oculata anche perché c’è forte preoccupazione. Per quanto riguarda le imprese posso dire che molte chiudono e tante altre reggono con molte difficoltà. C’è una situazione di immobilismo che mette a rischio tutto il sistema della Val di Cornia».
Claudia Guarino
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