Il Tirreno

«Rebrab non è più un interlocutore credibile»

«Rebrab non è più un interlocutore credibile»

Faticanti duro col presidente di Cevital: vuole solo il porto e Leali, il Governo deve convocarci

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «Io ritengo scandaloso che nella situazione in cui è Aferpi, Issad Rebrab rilasci un’intervista come quella col Sole 24 ore, invece di andare dal Governo che gli sta chiedendo da mesi di presentarsi con un piano industriale credibile».

Mauro Faticanti, responsabile nazionale della Fiom per la siderurgia, come suo costume non sceglie la diplomazia per spiegare come la pensa sulla situazione piombinese.

«In questa vicenda abbiamo avuto sempre senso di responsabilità, anche se a lungo inascoltati sui ritardi – spiega Faticanti – Ora per noi Rebrab non è più un interlocutore credibile. Noi vogliamo discutere col Governo, per questo ci attendiamo una convocazione da parte del ministro Carlo Calenda. Tocca al Governo intervenire, anche se ha già fatto molto, così come Regione e Comune. Ma a Piombino deve andare avanti il progetto per tornare a produrre acciaio, con o senza Rebrab. E sono convinto che un intervento di Cassa depositi e prestiti, con uno scenario diverso, è possibile». Per questo secondo il capo Fiom della siderurgia «il 20 bisogna scioperare e manifestare, a prescindere dall’arrivo o meno di una data di convocazione».

Faticanti entra poi nel merito delle dichiarazioni di Rebrab, definite «quasi umoristiche. Due anni dopo la firma del preaccordo per l’acquisto di Lucchini, con la fabbrica ferma, spiega a grandi linee quello che è un nuovo piano industriale. Racconta che creerà 4mila posti di lavoro, cambia le cifre dell’occupazione sui vari settori, riduce gli addetti alla siderurgia a un migliaio e toglie un forno elettrico, spiega che sul piano finanziario è tutto risolto. Ma se è così perché non va da Calenda a dirglielo? E poi – prosegue Faticanti – lui che a Palazzo Chigi annunciò un piano da un miliardo sostenendo che avrebbe fatto tutto da solo, possibile non abbia 50 milioni per il circolante? La realtà è che a lui, come ha detto finalmente in modo chiaro, interessa solo il porto, e che da quando ha preso la ex Lucchini non ha fatto nemmeno una delle cose che aveva promesso».

Per il responsabile Fiom della siderurgia infine il fatto che Rebrab nell’intervista abbia confermato che vuol andare avanti con l’affitto degli stabilimenti Leali in Trentino e in Lombardia «significa che vuole chiudere il tmp di Aferpi e che a Piombino non ha intenzione di fare un’acciaieria, visto che ne vuol prendere una già funzionante. Un altro elemento che ci dice come non si possa più stare fermi, perché altrimenti si diventa complici di questo disastro».

(cloz)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web