La protesta
Legambiente: "Su Galenzana il Parco ha sbagliato strada"
L'associazione corregge l’ente: i lavori sono dentro all’area protetta, si fermino subito le ruspe
CAMPO NELL'ELBA. «Su Galenzana il Parco ha sbagliato strada, ora si attivi per fermare subito i lavori». Legambiente Arcipelago toscano torna sul caso della strada aperta a Galenzana e corregge pubblicamente l’ene che il 13 gennaio, ha pubblicato una precisazione, corredata di cartografie sulla situazione di Galenzana/Formicaio, nella quale affermava che «L'apertura delle strada con disboscamento è un intervento al di fuori del perimetro del Parco».
«Purtroppo non è così – replicano da Legambiente – probabilmente il Parco si riferisce alle intenzioni iniziali di chi ha commissionato e realizzato l'apertura della nuova strada, ma il nuovo accesso aperto, che si va a congiungere con la viabilità oggetto del “rapporto informativo della Forestale, non è stato realizzato dove indicato nella cartografia allegata alle precisazioni del Parco ma a qualche decina di metri più a sud-ovest: cioè trasformando in una strada il sentiero/mulattiera che parte dal numero civico 537, che risale la collina del Formicaio e che - come dimostrano le stesse cartografie inviate alla stampa dal Parco – costituisce il confine del Parco e della Zona speciale di conservazione (Zsc) e Zona di protezione speciale (Zps) Monte Capanne-Promontorio dell'Enfola».
I soci di Legambiente hanno compiuto ieri un sopralluogo sul posto. Spiegano: «Di fronte alla casa con numero civico 537 D parte una stradina lunga pochi metri che porta ad un piccolo magazzino abbandonato e di lì in avanti quello che fino a pochi giorni fa era un sentiero che portava in cima alla collina che si affaccia su Galenzana, si è trasformato in una strada larga 5 metri, con tanto di terrapieni e sbancamenti, per non parlare dell'abbattimento di molta macchia mediterranea, di essenze pregiate anche di alto fusto».
Secondo l’associazione le foto scattate dai soci di Legambiente, quello che il Parco presumeva fosse l’accesso, è in realtà chiuso con un cancello, mentre i lavori di apertura e ampliamento della nuova strada e il disboscamento - realizzati con mezzi pesanti - hanno interessato il territorio del Parco. «Così come è evidente – prosegue Legambiente – da quanto scrive il Parco nel suo comunicato - che non è stato richiesto all'ente nessun nulla-osta obbligatorio per poter realizzare quei lavori, né è stata fornita la necessaria valutazione di incidenza che l'ente avrebbe dovuto esaminare. Quindi, il Parco deve provvedere immediatamente ad interrompere i lavori di costruzione della nuova strada che risale dal Formicaio e che rappresenta il confine del suo territorio e della Zsc/Zps».
Inoltre, per quanto realizzato fuori dell’area protetta e al confine del Parco nazionale e nella Zsc/Zps, Legambiente chiede al commissario prefettizio e all’ufficio tecnico del Comune di Campo nell’Elba: «se ritengono che la realizzazione di una nuova strada, che in alcuni punti raggiunge una larghezza di almeno 5 metri, sia configurabile come “manutenzione straordinaria viabilità esistente” – come asserisce il cartello di cantiere -; quale classificazione e funzione si intenda dare a un percorso carrabile realizzato sul confine del Parco nazionale e di una Zcs/Zps e là dove esistevano al massimo sentieri e cesse dell’Enel; come mai non è stato chiesto il necessario nulla-osta del Parco e non si sia fornita all’Ente Parco l’eventuale valutazione di incidenza relativa alla Zcs/Zps».
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