Italia
Slitta la ripresa dell’attività chirurgica
E intanto la chiusura del bar nei festivi e i pochi distributori di bevande lasciano Villamarina senza un servizio adeguato
PIOMBINO. Slitta la riapertura delle sale operatorie dopo la pausa festiva. Un letargo circoscritto all’attività chirurgica programmata. Emergenze e urgenze sono state garantite anche durante fine anno. E intanto c’è chi protesta per la chiusura del bar dell’ospedale nei giorni rossi sul calendario, con la contemporanea scarsa fornitura delle macchinette che dovrebbero integrare il servizio.
Cominciamo dall’attività chirurgica. Avrebbe dovuto iniziare ieri. «Riprenderà oggi, slitta di un giorno», fanno sapere fonti aziendali, spiegando che la proroga dello stop è stata disposta dalla dottoressa Luchini, responsabile dei presìdi ospedalieri Usl Nord Ovest «per far fronte alle eventuali emergenze, visti i tre giorni festivi e visto l'affollamento ai pronti soccorso degli ultimi giorni. Da domani (oggi per chi legge, ndr) tutto riprende normalmente».
Può scattare un effetto domino per il quale ci saranno interventi programmati che slitteranno per periodi più lunghi ma più o meno nell’ambito di una settimana.
Il problema più generale è che la Medicina non ce la fa ad assorbire la domanda di ricoveri per patologie legate all'influenza. Si registra, infatti, qua come altrove, una punta di patologie respiratorie riconducibili all'influenza, particolarmente aggressiva quest’anno. A Piombino i 52 posti letto della Medicina non bastano e si utilizzano i letti della week surgery. La conseguenza, è lo slittamento della ripresa delle operazioni.
Anche l’ultimo fine anno ha riproposto il disagio provocato dalla chiusura del bar interno a Villamarina, accompagnato, secondo le segnalazioni diverse ricevute in redazione, dallo scarso rifornimento delle macchinette distributrici di bevande e cibi.
In base al capitolato con cui si è assegnato l’appalto alla Serenissima - l’impresa che gestisce i bar anche a Cecina e a Portoferraio - l’Asl prevede la chiusura del bar dalle 14 in poi ogni domenica e per l’intera giornata festiva. Una situazione più penalizzante rispetto a qualche tempo fa quando, rosso o no, per mezza giornata il locale era aperto.
Visto l’isolamento dell’ospedale, una situazione del genere non può che essere considerata seria per operatori, visitatori e pazienti. Anche perchè i distributori - gestiti da una ditta esterna - sono pochi. Uno al piano terra, uno al pronto soccorso e uno al quinto piano. Accessibile, quest’ultimo, solo al personale.
All’Asl non risultano «black out» nel rifornimento delle macchinette. A chi ha cercato invano di utilizzarle per diversi tipi di prodotti, sì. Da qui la decisione di segnalare il problema: «Il servizio lo paghiamo e non chiediamo la luna. Che almeno ci sia un distributore ad ogni piano», dice una delle persone che si è rivolta al giornale.(v.p.)
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