Gioco
Anno nuovo, situazione sempre più pesante
Oggi saranno decise altre forme di protesta mentre lo stop dei laminatoi mette a rischio la prosecuzione della solidarietà
PIOMBINO. Prima riunione dell’anno per le Rsu Aferpi e Piombino Logistics. I delegati, freschi di elezione, si incontreranno nel pomeriggio di oggi. Avevano chiuso il 2016 con una riunione a pochi giorni dal Natale in cui fu proclamato lo stato di agitazione.
Oggi si tratta di decidere come indirizzare la mobilitazione. Perchè la situazione non è cambiata. Se non in peggio.
L’incontro non sarà facile. Il tentativo è quello di provare a fare una sintesi tra valutazioni diverse. Quelle di chi continua a pensare che Issad Rebrab sia l’unica soluzione e di conseguenza gli interlocutori debbano essere le banche e il governo per garantire o sbloccare risorse. E c’è chi è convinto che ormai per il patron di Cevital il tempo sia scaduto e che il bandolo della matassa lo abbia nelle mani il governo, chiamato a garantire la produzione con risorse della Cassa Depositi e prestiti, in modo da produrre ancora acciaio. Perchè senza continuità produttiva non ci saranno i numeri previsti dalla normativa per la prosecuzione degli oltre duemila contratti di solidarietà, in scadenza a febbraio. Una prosecuzione messa già fortemente a rischio dallo stop dei treni di laminazione. Non è trascurabile il fatto che se la fabbrica si dovesse fermare, nessun piano industriale avrebbe un senso. Tantomeno senza copertura finanziaria.
Tra chi punta ancora tutto sulla soluzione Rebrab, ci sono le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm. Tra i delegati, ci sono pensieri diversi anche se l’ultimatum al magnate algerino risulta piuttosto condiviso. Una situazione complicatissima che in qualche modo approderà alle forme di protesta che verranno decise nel pomeriggio.
Sullo sfondo, l’incontro di metà gennaio tra Rebrab e il ministro Carlo Calenda, visto come l’ultima possibilità per riprendere i piani pluriannunciati due anni fa, poi ridotti (lungo la strada si è perso un forno elettrico) e, soprattutto, arenati.
Nella nota diramata alla fine della riunione precedente, i sindacati avevano chiesto di essere convocati in tempi strettissimi, visto che il governo è stato finora garante del progetto, giudicandolo solido e credibile. Tra le richieste, anche quella di un incontro con il presidente Enrico Rossi che sull’affidabilità del piano ha scommesso più di una volta. «Nessuno - avevano ammonito le Rsu - può svincolarsi. Il governo in primis deve impegnarsi ad ogni costo affinché si completi nella sua interezza il progetto in cui anche le maestranze degli appalti potranno essere ricollocate».
Valeria Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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