Il Tirreno

Ciclopista tirrenica, servono 6 milioni di euro

di Luca Centini
Ciclopista tirrenica, servono 6 milioni di euro

La giunta di Portoferraio ha approvato lo studio di fattibilità del progetto La rete di piste ciclabili si snoderà dal porto fino alle Grotte e Schiopparello

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PORTOFERRAIO. Un progetto da oltre 6 milioni di euro per la mobilità sostenibile nel territorio di Portoferraio. È quanto ha predisposto il Comune di Portoferraio che, grazie al lavoro dell’ufficio tecnico, ha completato in questi giorni gli studi di fattibilità tecnica ed economica della “Ciclopista tirrenica”, che si pone l’obiettivo di attrezzare Portoferraio (e il resto dell’isola) con una rete di piste ciclabili. Quella della ciclopista tirrenica è una iniziativa di respiro toscano, nata sulla scia del protocollo di intesa tra la Regione, i Comuni della provincia di Livorno, Parchi e Autorità portuale (Il Tirreno è media partner): in questi mesi l’amministrazione di Portoferraio «ha attivato – si legge nella delibera approvata a fine anno dalla giunta portoferraiese – un processo partecipativo con le associazioni locali per spiegare, creare il consenso e aspettative e per condividere le strategie della proposta progettuale del tracciato ciclabile comunale».

L’assenza di una rete di piste ciclabili è un tallone di achille per Portoferraio che nei prossimi anni punta a colmare il gap con altre realtà turistiche toscane e non. L’architetto Elisabetta Coltelli ha completato uno studio di fattibilità, frutto di approfondite ricerche preliminari, che è servito per individuare un tracciato ciclabile articolato su più tappe e una stima dei costi per la realizzazione dell’intervento.

Progetto da 6 milioni. Al momento la Ciclopista tirrenica per Portoferraio è in una fase più che embrionale. La giunta ha infatti approvato lo studio di fattibilità e dato incarico agli uffici di procedere con le fasi successive del progetto. Progetto per il quale, dato non trascurabile, lo stesso Comune dovrà reperire dei fondi e finanziamenti, al momento non disponibili. Anche perché le cifre in questione non sono certo basse. L’importo globale stimato dall’architetto Coltelli nel suo studio di fattibilità si attesta su 6.450.000 euro.

Il tracciato. Il tracciato ciclabile e ciclopedonale pensato dall’amministrazione comunale portoferraiese trae spunto dalla cartografia del catasto antico del 1840, disponibile per Portoferraio e per il resto dell’Elba. L’analisi è scesa nel dettaglio con lo studio dei flussi «per consentire l’accesso della viabilità lenta – si legge nella documentazione prodotta dal Comune – il tracciato viario urbano ha preso in esame parte dell’area delle infrastrutture portuali, con il collegamento con il principale polo scolastico ed estendersi fino all’area archeologica delle Grotte ed il conseguente allaccio al tracciato viario antico di crinale dell’isola». La prima tratta, lunga circa 1700 metri, si snoda dal porto e conduce fino alla frazione di Carpani attraverso un percorso ciclabile protetto. La seconda tratta, ben più corta, prevede la realizzazione di un tracciato lungo viale Zambelli, nell’area portuale, quindi sono previste la tratta Antiche Saline (dalla rotonda Sghinghetta al Fosso della Madonnina per 500 metri) e il percorso che dal fosso della Madonnina si protende fino a San Giovanni.

La quinta tratta pianificata dal Comune si snoda dal podere San Marco fino alla villa delle Grotte per poi raggiungere il sentiero che costeggia gli scavi archeologici. Dalle Grotte il tracciato si allunga fino ai Magazzini attraverso il parco di Fonte Murata: le ultime tratte sono quelle che si snodano dal bivio di Magazzini alla strada vicinale longonese e fino al fosso Schiopparello. Una rete pedonale di numerosi chilometri che coprirebbe gran parte del territorio portoferraiese.

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