Italia
Allarme povertà 58 sfratti in sei mesi famiglie nel dramma
Parla l’assessore al sociale Margherita Di Giorgi «Quasi tutte sono legate alla fabbrica o all’indotto»
PIOMBINO. Famiglie che, fino a qualche anno fa, vivevano in modo dignitoso e senza grossi problemi economici, si trovano adesso a fare i conti con problemi spesso insormontabili. Sono quasi tutte famiglie che avevano la propria principale fonde di reddito nella fabbrica, la ex Lucchini, o nell’indotto. Sono famiglie alla soglia della povertà, in difficoltà soprattutto per pagare l’affitto, il mutuo, le utenze.
L’assessore al sociale, Margherita Di Giorgi, traccia un quadro drammatico degli effetti della crisi a Piombino e di quanto il Comune sta provando a fare per ridurre i disagi.
«Siamo di fronte - spiega - a una situazione che vede soprattutto famiglie provenienti dalla fabbrica o dall'indotto siderurgico che, a causa del fatto che sono in Cig, che sono stati licenziati o che sono in mobilità, non riescono a far fronte alle necessità di tutti i giorni. Sappiamo che la soglia della povertà nella nostra città si è ulteriormente abbassata in ragione di una precarietà del lavoro. Sono di fatto aumentate le difficoltà per reperire alloggi a costi sostenibili, per curarsi, per usufruire dei crediti bancari. Di conseguenza, le famiglie non pagano l'affitto, le utenze dell'acqua, dell'energia elettrica, del gas, la retta della mensa e chiedono nella migliore delle ipotesi, dilazioni lunghe per il pagamento».
Le finanze del Comune, nonostante questo scenario, sono sempre più assottigliate e vanno razionalizzate.
«Nel corso del 2016 abbiamo cercato di intervenire per andare incontro alle famiglie che maggiormente versano in stato di bisogno e di necessità. Siamo interventi a seguito di incontri con i sindacat e abbiamo siglato un protocollo d'intesa per gli interventi di natura sociale e collettiva».
Il problema principale è rappresentato dalla casa.
«Nel corso del 1° semestre 2016 sono stati rilevati dall'ufficio casa del Comune 58 sfratti per morosità incolpevole (incapacità di pagare affitto per motivi oggettivi). Così oltre l'impiego delle risorse degli organi sovraordinati per il sostegno nella locazione è stata notevolmente potenziata e differenziata la tipologia di sostegno alle famiglie, che abbiamo coperto con risorse comunali e risorse messe a disposizione dalla Fondazione Livorno. La strategia ha previsto l'erogazione di contributi individuali di minore entità ecpnomica, ma di più lunga durata, in maniera da assicurare maggiore garanzia di copertura in un tempo da ritenere congruo per la ripresa di un posto di lavoro, o per l'ottenimento, mediante partecipazione a bandi, di un alloggio popolare. Nel campo del sostegno alla locazione abbiamo investito per il 2016 un totale di 400mila euro».
Poi c’è il problema-Casalp, gestita (male) da Livorno.
«Per favorire Casalp nel recupero e nella manutenzione degli alloggi, il nostro comune ha deciso di lasciare a disposizione dell'azienda il Canone concessorio (l'indennità per la gestione degli alloggi) finalizzando tale risorsa alla velocizzazione e manutenzione degli alloggi che, in tal modo, favorirebbe interventi con notevole vantaggio, sia per l'abbattimento delle liste di attesa che dell'emergenza abitativa. Avremmo un residuo di 25 alloggi che Casalp potrebbe sistemare se non fosse che il Comune di Livorno si è opposto all'utilizzo del canone concessorio».
Inolte il Comune, in accordo con i sindacati degli inquilini e proprietari di immobili, ha rinnovato il protocollo d'intesa per la definizione dei parametri applicativi dei contratti a canone concordato. «In tema di canone concordato il Comune ha inteso potenziare la disponibilità di alloggi attraverso un bando aperto ai cittadini, avente requisiti regionali, di 7 alloggi di proprietà Casalp di via Landi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google