Il Tirreno

È Elia il primo nato

È Elia il primo nato

Il 2016 si chiude con 282 “fiocchi”, 7 in più del 2015

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PIOMBINO. La statistica si ferma a quota 282 bambini nati a Villamarina nel 2016. Sette in più rispetto all’anno appena archiviato. L’ultima a nascere, esattamente il 28 dicembre poco dopo le 8, è stata Emma Martelli, primogenita di Marco,dipendente Aferpi, e Lisa, Martelli come il marito.

Il 2017,poi, è partito di rincorsa, con due fiocchi appesi alla nursery. Azzurro per Elia Sbrulli, nato appena venti minuti dopo la mezzanotte. I genitori, Giulia Karabuza e Fernando, commerciante sanvincenzino, hanno altri due figli, Samuele e Sofia. Alle 13, poi, è arrivata Isotta, figlia di Rita Alberti e Giotto Corsini, consulente del lavoro. La coppia ha un’altra bambina, Gioconda.

Un buon esordio, dunque, per l’attività degli operatori e delle operatrici del reparto, messo a rischio dalla crudezza delle cifre che indicano una soglia di almeno 500 parti annui. Il doppio, secondo il decreto Balduzzi.

Restano la speranza di una deroga da parte del governo e la promessa della Regione, basata su un progetto di messa in rete dei tre presidi di Cecina, Piombino e Portoferraio. Dove si continuerebbe a nascere e dove, complessivamente, i mille parti sono un obiettivo già raggiunto. Già da quest’anno, quindi, Cecina verrebbe inserita nell’unità operativa complessa che adesso si ferma agli altri due reparti. Un solo primario e personale che ruota sui tre ospedali, rafforzandoli di volta in volta. A Cecina verrebbe potenziata la neonatologia e lì verrebbero trasferite in tempo utile le donne che già in partenza presentano gravidanze con fattori di rischio. Se il rischio emergesse improvvisamente in sala parto, si dice che sarebbe affrontabile anche a Piombino per la presenza della terapia intensiva. E se non bastasse, si provvederebbe al trasferimento con un mezzo attrezzato o con l’arrivo di Pegaso. Come accade già a Portoferraio.

A Villamarina, il primario, il dottor Ambrogio De Nardo sottolinea l’elemento generalizzato del calo delle nascite («a giugno 16 mila nati in meno, come se in una città come Roma non partorisse nessuna») per poi spostare l’attenzione sull’attività complessiva del reparto «perchè - afferma - non solo di punto nascita si tratta. Parliamo di ostetricia e ginecologia dove ogni anno sono eseguiti circa 300 interventi, tra piccoli e grandi. In parte si tratta di operazioni in regime di day hospital che, se non fossero eseguite qua, costringerebbero le donne a rivolgersi fuori zona».

Significativa è l’attività di prevenzione oncologica e il trattamento di patologie benigne come i fibromi e le cisti ovariche. «Intercettiamo tutte le patologie, in parte - afferma il medico - le affrontiamo direttamente qua e per altre si indirizzano le pazienti in centri di alto livello. Rientra nell’attività del reparto anche il controllo dei pap test alterati.

«Rispetto al dato delle interruzioni volontarie di gravidanza - afferma il medico - il quadro è un po’ migliorato. C’è stato il calo di una decina di casi e il rapporto tra nati vivi e interruziuoni è sceso al 27% contro il 30% precedente. E’ ancora alto e dobbiamo continuare a lavorare sulla prevenzione. Anche perchè - spiega ancora De Nardo - la diminuzione potrebbe essere semplicemente il risultato della messa in commercio della cosiddetta pillola del giorno dopo e non di un approccio consapevole con la possibilità di una gravidanza».

Attualmente i ginecologi di Villamarian sono 6, dei quali due obiettori.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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