Il Tirreno

L’albero di Cecchino non è spacciato e fa ancora sperare

L’albero di Cecchino non è spacciato e fa ancora sperare

Ieri mattina il sopralluogo con il dottore forestale La chioma può rinascere. A febbraio nuovo controllo

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CAMPIGLIA. Per l’albero di Cecchino si può ancora ben sperare per un po’. Le condizioni di salute dell’olmo ultracentenario di via XXV Luglio sono migliori di quel che sembrava, ma rimane comunque a rischio. E’ questa la “diagnosi” definita da un sopralluogo fatto ieri mattina dal dottore forestale Fausto Grandi, accompagnato da alcuni cittadini che da tempo si prendono cura (con competenza) della pianta, dall’assessora al centro storico Viola Ferroni e da Arietto Martelli, cultore di storia e tradizioni locali, che all’albero di Cecchino ha dedicato i 4 libri in rima della collana “il vecchio e l’albero”.

Proprio da lui, nei mesi scorsi, era partito un accorato appello all’amministrazione per salvare uno dei simboli più amati di Campiglia: la preoccupazione condivisa da tanti campigliesi era che la pianta fosse destinata ormai a morte certa a causa di una malattia che pareva non lasciare scampo.

Fu la stessa Ferroni ad annunciare l’intervento dei tecnici comunali e il coinvolgimento di esperti esterni, per avere una valutazione più chiara possibile dello stato di salute della pianta. Ad averla aggredita è la grafiosi, una malattia causata da un fungo, che purtroppo mette a rischio gli olmi di tutta l’Europa e di altre aree del mondo già da diversi anni: la buona notizia, fa sapere l’amministrazione comunale, è che l’albero di Cecchino malgrado abbia delle parti morte ne ha ancora abbastanza che possono garantire la rinascita della chioma. Rispetto ai sintomi che aveva mostrato questa estate, e nonostante la perdita precoce delle foglie, il suo stato attuale è migliore del previsto.

Ai primi segni di sofferenza estiva i campigliesi si sono dati da fare per monitorare il loro amato albero, arrivando a innaffiarlo tutti i giorni nel periodo più caldo e asciutto e collaborando con l’amministrazione comunale per migliorarne le condizioni e salvare il vecchio gigante che dà segni di stanchezza.

Il sopralluogo di ieri mattina non ha rilevato particolari problemi di staticità e gli esperti torneranno a controllare il vecchio olmo a metà febbraio, e appena nasceranno le nuove foglie sarà sorvegliato più costantemente per verificare quali sono le parti effettivamente vitali.

Il dottor Grandi ha escluso la necessità di una potatura importante che potrebbe essere deleteria in una pianta sofferente, mentre ha detto che è stato giusto liberarla dai rampicanti che l’avevano attaccata e che sarà opportuno intervenire con delle potature mirate non drastiche per evitare di traumatizzarla. Sarà cura del dottore forestale procedere a tutti i necessari approfondimenti di confronto con le banche dati disponibili presso gli istituti di ricerca per elaborare il miglior piano possibile di tutela e manutenzione. L’auspicio dell’intera comunità è che l’albero di Cecchino continui a vivere ancora a lungo lì, all’ombra della Rocca di Campiglia. «Testimone affidabile di aneddoti e vicende della vita di tanti campigliesi», ha sempre sottolineato Arietto Martelli, ricordando il ruolo importante che l’albero, con la sua presenza, ha avuto nella storia di tanti personaggi del posto, diventando un simbolo, un patrimonio di memorie da salvare.

Una pianta quindi senza dubbio da tutelare, assicura l’amministrazione, sia dal punto di vista ambientale che culturale.

Annalisa Mastellone

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