Il Tirreno

«Parodi, Suvereto c’era prima di te»

«Parodi, Suvereto c’era prima di te»

Gli ex presidenti dell’Ente valorizzazione al sindaco «Ora tu raccogli i frutti del lavoro iniziato 50 anni fa»

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SUVERETO. Gli ex presidenti dell’Ente valorizzazione Pro loco Suvereto non ci stanno. Adolfo Bellatalla, Stefano Corbinelli, Vinicio Tambelli, Antonio Bonaguidi, Luigi Pischler, Michelangelo Pasquinelli, Valeria Corbinelli e Roberto Tosi hanno preso carta e penna e hanno scritto un comunicato congiunto: «In occasione delle recenti apparizioni televisive di Suvereto - attaccano - a molti sono risultate stonate certe affermazioni del sindaco Giuliano Parodi sulla stampa in merito ai risultati del paese in campo turistico e il suo conseguente sviluppo, definiti “frutto del lavoro di promozione della mia amministrazione”. Apparirebbero tali anche se sottintendessero il coinvolgimento del volontariato, degli operatori economici e così via, se riferite agli ultimi due anni. Allo stesso tempo ci aspettavamo che si prendessero le dovute distanze dalle offensive affermazioni apparse su Facebook, da parte di una persona vicino al sindaco, sull’onestà del volontariato della sagra fino a quando “Suvereto si è cambiato la camicia, naturalmente politica”. Non ci muove l’amor di polemica, nel clima da guelfi e ghibellini che aleggia da un po’ di tempo a Suvereto sulla scia di fusioni mancate e ribaltoni politici, per questo pubblichiamo questa nostra nota a referendum e sagra archiviati. Sarebbe però opportuno tornare a quella unità di fondo che, pur tra mille difficoltà e contraddizioni, ha caratterizzato negli anni l’associazionismo e le istituzioni, favorendo l’importante e incredibile risveglio del paese. L’obiettivo è stato la valorizzazione sociale, economica e la riscoperta delle tradizioni storiche che hanno fatto lievitare, negli anni, la crescita di Suvereto. Insomma sono stati necessari una cinquantina di anni di lavoro, altro che l’attivismo pur apprezzabile dell’attuale amministrazione comunale che sta raccogliendone i frutti, in un settore che oggi necessiterebbe, però, di un’ulteriore forte rilancio qualitativo».

«A fine anni Sessanta - ricordano gli ex presidenti - arrivò la scintilla e una sorta di “piano-utopia” per imprimere un deciso salto di qualità alle iniziative locali già presenti, finalizzandole alla valorizzazione del comune. Furono riscoperte le radici storiche, nacque la sagra, il corteo, la cena medievale, ma soprattutto la sensibilizzazione diffusa del valore del patrimonio artistico e ambientale da salvaguardare e rivitalizzare. Suvereto in questo è stato all’avanguardia raccogliendo unanimi riconoscimenti, con l’impegno di tutti, con onestà e trasparenza, senza un vantaggio che non fosse collettivo. Fu fenomeno sociale per la larga partecipazione agli eventi (senza distinzione di colore politico) presto estesi anche al periodo estivo, fino ad allora impensabile senza quella ricezione turistica che si è poi sviluppata, proprio grazie all’azione promozionale. Un percorso condiviso e sostenuto dalle varie amministrazioni locali e sempre più in aperta collaborazione con l’allora “Comitato”. Obiettivi comuni furono la salvaguardia del centro storico e del territorio, lo stare in prima fila come “Città del Vino”, gli importanti restauri della Rocca, delle Chiese, del Palazzo comunale, del Chiostro di San Francesco e così via. Come non ricordare i tanti convegni della sagra che servirono ad accreditarsi “Città slow” e “Bandiera arancione”, fino agli anni più recenti con Calici di stelle, la notte di San Silvestro e il Borgo dei ragazzi che rappresentano punti fermi di successo anche per questa amministrazione. Già 50 anni fa il “Comitato valorizzazione” promosse un convegno con le realtà istituzionali e associative della Val di Cornia per caldeggiare un’offerta turistica complessiva territoriale (mare, centri storici, natura, gastronomia) che purtroppo non è ancora decollata del tutto. Anche gli importanti riflessi televisivi su Suvereto non sono certo una esclusiva novità odierna, tali e tante sono state negli anni le trasmissioni Rai, Mediaset e Sky, unite alla presenza di personaggi di primo piano dello spettacolo e dello sport quando Suvereto era pressoché sconosciuto. Si potrebbero ricordare personaggi e amministratori pubblici legati a queste e molte altre iniziative, ecco perché da parte del sindaco ci è sembrato poco plausibile e rispettoso della realtà l’avocare a sé tutto il merito dei “progressi” fatti da Suvereto».

«Forse - concludono - ciò sarà dovuto al fatto di risiedere nel nostro paese da poco tempo e, quindi, senza una conoscenza approfondita della nostra storia».

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di Redazione web