Gioco
Sul piano Unicoop stato di agitazione del personale
Protesta decisa dal sindacato nazionale di categoria dopo che Canova ha parlato di cessioni e chiusure
PIOMBINO. Stato di agitazione in Unicoop Tirreno per decisione delle segreterie nazionali dei sindacati, dopo l’incontro del direttore generale Piero Canova con la stampa, che evidentemente non è piaciuto a Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
«Lo scorso 20 dicembre si è tenuto l’incontro con Unicoop Tirreno inerente il piano di ristrutturazione in atto nella cooperativa – scrivono in una nota i sindacati nazionali – con l’azienda rappresentata dal nuovo direttore delle operazioni interne e coordinatore delle funzioni di direzione del personale, Franco Giampaoletti, che ha presentato al coordinamento unitario le linee generali e gli obiettivi del piano industriale di ristrutturazione deliberato nello scorso mese di novembre dal Consiglio di amministrazione».
«A seguito del rafforzamento del patrimonio – prosegue il sindacato – per le note esigenze di garantire il corretto rapporto con la raccolta del prestito sociale, realizzato con l’intervento di altre cooperative di consumo per il tramite di “strumenti finanziari partecipativi” per 175 milioni di euro, risultano necessari interventi tempestivi utili a garantire redditività. In particolare la Cooperativa ha evidenziato obiettivi quali l’innalzamento del fatturato, la creazione di margini, la riduzione dei costi, la lotta agli sprechi e il contenimento del costo del lavoro».
Le organizzazioni sindacali e il coordinamento unitario dei rappresentanti sindacali hanno chiesto da parte loro «discontinuità di comportamento, credibilità di azione e ascolto delle ragioni dei lavoratori da parte della Cooperativa. Le stesse hanno altresì espresso forte preoccupazione per le notizie trapelate di possibile riduzione del personale e di ricorso al franchising. Durante l’incontro la nuova dirigenza ha assicurato di voler affermare nuove e corrette relazioni sindacali con i lavoratori e la loro rappresentanza e proposto un nuovo incontro, poi concordato per il 2 gennaio, al fine di entrare nel merito del piano di ristrutturazione e approfondire tutte le azioni e conseguenze».
Il problema dunque nasce «dopo l’incontro: la Cooperativa ha effettuato comunicazioni, anche per il tramite della stampa a voce del direttore generale Piero Canova affermando la volontà di mettere in atto, tra le altre, politiche stringenti di contenimento dei costi, declinando particolari quali la possibile cessione e chiusura di parte della rete di vendita».
Le organizzazioni sindacali nazionali hanno quindi giudicato il comportamento della Cooperativa «inaccettabile e contraddittorio» e hanno dichiarato «lo stato di agitazione riservandosi di di mettere in campo azioni di mobilitazione».
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