Il Tirreno

Questa non è un’isola per giovani

di Antonella Danesi
Questa non è un’isola per giovani

Presentati dall’assessore Berti i risultati del questionario diffuso tra gli elbani in età compresa tra gli 11 e i 35 anni

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PORTOFERRAIO. “Non è un’isola per giovani - No island for young men”. E’ con questo titolo che sono stati presentati i risultati del questionario promosso tra i giovani dell’isola d’Elba dall’assessorato alle politiche giovanili di Portoferraio. Sono stati intervistati quasi mille ragazzi elbani, per la precisione 993 (di cui 521 femmine e 463 maschi, mentre 9 non hanno specificato il genere) in età compresa tra gli 11 e i 35 anni. L’indagine si è svolta nel primo semestre del 2016 e i questionari sono stati distribuiti fuori dalle scuole e sul territorio, per avere una risposta la più ampia possibile. I risultati sono stati presentati dall’assessore portoferraiese alle politiche giovanili, Laura Berti, nella sala consiliare del capoluogo, alla presenza di alcune delegazioni delle scuole superiori elbane, di autorità civili e militari, di alcuni rappresentanti dell’Azienda sanitaria toscana Nord Ovest e delle associazioni del territorio. Emerge che il 62% dei partecipanti ha risposto positivamente alla domanda del questionario che chiedeva se esiste sull’isola il disagio giovanile. Il 36% ha risposto “no”, mentre il 2% ha barrato la casella “non so”.

«Ho dato questo titolo ai risultati del questionario come provocazione - ha commentato l’assessore Laura Berti - Spero con questo di iniziare un cammino importante e soprattutto efficace».

IL DISAGIO. Dal questionario è emerso che il disagio si fa più forte con l’aumentare dell’età. «Fino a 19 anni, cioè nell’età scolare - spiega Berti - il disagio c’è ma è meno marcato, Aumenta invece dai 20 anni in su. Il picco più alto è dai 20 ai 25 anni, per poi decrescere leggermente nella fascia dai 26 ai 35 anni». Si evidenzia anche che sono le femmine a percepire maggiormente il disagio (più del 70% delle intervistate, mentre i maschi che ammettono di vivere una condizione di disagio sono poco più del 40% di quelli che hanno compilato il questionario).

LE CAUSE. Tra i motivi emersi dalle risposte al primo posto i ragazzi segnalano la mancanza di attività (26%) e di strutture (18%). Seguono il disagio geografico e i problemi legati ai trasporti. L’analisi dei dati entra anche nello specifico dei vari comuni elbani e se il disagio più forte è avvertito a Rio Marina, a Rio nell’Elba (il comune dove meno questo problema si fa sentire) i ragazzi soffrono la mancanza di maggiori indirizzi scolastici. Porto Azzurro invece è il paese dove si avverte di più il problema del bullismo. A Rio nell’Elba, Marciana Marina e Marciana il disagio evidenziato dai giovani è legato ai trasporti. Rassicurante comunque la fotografia dei valori dei ragazzi elbani che mettono al primo posto famiglia, salute e amicizia, mentre impegno sociale e politico sono i fanalini di coda.

I RIMEDI. Gli intervistati hanno risposto al questionario chiedendo più feste in piazza (58%), attività sportive ( 56%), concerti (55%) ed esperienze avventurose ( 48%). All’ultimo posto conferenze e dibattiti.

«In realtà i giovani elbani non chiedono la luna - afferma l’assessore - vorrebbero semplicemente più attenzione e una destagionalizzazione delle attività sull’Elba, perché non sia solo un’isola per turisti». Per organizzare queste esperienze l’assessore Berti si è attivata con alcune realtà del posto, enti e associazioni, per coniugare la «richiesta fatta dai ragazzi con l’amore verso l’isola e il territorio». Per esaudire le richieste dei giovani, Berti si attiverà già dal nuovo anno. «Ho chiesto al Comune di Portoferraio uno stanziamento di bilancio di 30mila euro - annuncia - per colorare le stagioni invernali dei giovani elbani, in modo da evitare che se ne vadano dall’isola». L’idea è quella di creare appuntamenti fissi coinvolgendo anche le numerose realtà musicali o la replica dell’evento “Biscotteria 2.0”, non solo nel capoluogo ma esportabile in altri paesi . «Importante - termina Berti - è la sinergia con le altre amministrazioni elbane, ma anche con le categorie economiche. Fondamentale però che i giovani colgano questo invito a collaborare per superare il disagio più grande che è quello dell’insularità. Alla fine basta poco».

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