Gioco
Sfondata una porta del fortino di via Fellini
Torna a far parlare di sé il manufatto che anni fa rischiò di essere demolito Chi ha forzato l’entrata ha lasciato bottiglie, sporcizia e anche petardi
VENTURINA. Sfondata una delle porte d’ingresso del fortino di via Fellini. Il fortino, che era stato alcuni anni fa al centro delle polemiche vista la possibilità di una sua demolizione, torna a far parlare di sé a causa dei pericoli collegati al facile ingresso all’interno di questa struttura.
Si trovano infatti nelle anguste e basse stanze del fortino tracce di bivacchi, bottiglie varie, di thè e vino, pantaloni, guanti e soprattutto piccole micce, probabilmente dei petardi di piccolo calibro del tipo “Zeus”, ma da quel che si può vedere tra la sporcizia potrebbero esserci anche dei petardi più potenti.
Non è da escludersi che qualche buontempone si sia divertito ad accendere dei petardi all’interno per poi scappare velocemente per vederne i risultati.
All’interno ci sono anche dei calcinacci, ma al momento non è dato sapere se siano caduti dal fortino e in caso positivo per quale ragione.
L’eventualità della demolizione era dovuta alla previsione del programma integrato d’intervento, poiché il fortino – anche se in realtà si tratta di una galleria, perché il fortino vero e proprio è stato distrutto - si trovava in mezzo al prolungamento della via Fellini. L’allora sindaco Silvia Velo, nel rispondere a un’interrogazione comunale sull’argomento, aveva spiegato che per il Peep di Campo d’aviazione, figlio del piano regolatore dei primi anni Novanta, il fortino non esisteva, cioè che in altre parole gli estensori del piano non si erano accorti della presenza del manufatto.
Era impossibile modificare il piano urbano e al tempo stesso diversi cittadini si erano opposti alla distruzione del manufatto.
Il punto d’incontro fu la rimozione in zona più adatta, su cui anche la Soprintendenza si era espressa in modo favorevole, in quanto almeno allora non c’erano leggi, cioè vincoli, a tutela di manufatti risalenti alla Seconda guerra mondiale.
Lo spostamento della struttura era avvenuto nell’agosto del 2008 attraverso un’operazione delicata a causa del materiale della costruzione. C’era il rischio di danneggiare irreparabilmente il fortino. Per scongiurare questo pericolo era stata costruita una gabbia metallica intorno alla casamatta e il tutto era stato spostato ad alcuni metri di distanza attraverso una gru mastodontica.
Il lavoro era stato realizzato da una ditta specializzata della Carep, impresa convenzionata per l’attuazione del piano integrato d’intervento.
Nella nuova collocazione il fortino era stato posto su una soletta di 40 centimetri di altezza realizzata per l’occasione e quindi si trova attualmente rialzato rispetto alla sua posizione originaria.
Da qui l’esigenza di chiudere le due entrate che rispetto a prima sono facilmente percorribili. Una delle due adesso è libera e la presenza non autorizzata di persone all’interno del fortino desta il dovuto allarme.
Francesco Rossi
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