Gioco
Tutti vogliono incontrare il ministro
Oggi Rebrab è atteso da Calenda. Fim e Uilm mobilitano le segreterie nazionali: «Il Governo gestisca queste criticità»
PIOMBINO. Oggi è previsto l’incontro tra Issad Rebrab e il ministro Carlo Calenda. Il patron di Cevital è stato invitato dal ministro dello Sviluppo economico per capire quali siano le intenzioni dell’imprenditore, al quale già un mese fa lo stesso Calenda aveva chiesto piano industriale e piano finanziario.
Intanto c’è fermento tra i sindacati. David Romagnani (Fiom) mette in chiaro che «la messa in discussione del Treno medio piccolo (Tmp) da parte della proprietà a fronte dell’operazione dell’affitto di Leali ci trova del tutto contrari come più volte sottolineato nei documenti di Fim, Fiom e Uilm. Ci opporremo con tutte le nostre forze alla chiusura eventuale del Tmp anche perché è dimostrabile con i numeri che quel treno di laminazione è ed è stato sul mercato senza produrre perdite. Come del resto ha sempre sostenuto il Governo: “Prima completare il Progetto Piombino, poi si pensi ad altro”.
Le Rsu Fim-Uilm Aferpi e Piombino logistics, che venerdì avevano incontrato Rebrab, ieri si sono riunite «per dare un giudizio in merito. Da parte di Rebrab è stata dichiarata la volontà di proseguire col progetto nella sua interezza. Alle domande che gli sono state poste sulla continuità produttiva però non ci sono state risposte chiare. Noi riteniamo non accettabile che ad oggi i vari treni di laminazione stiano fermandosi, senza ancora conoscere le date di ripartenza. Così si mette a rischio la tenuta dei contratti di solidarietà e la solidità dell’azienda perché questo è il modo per perdere clienti e mercati che poi avremo difficoltà a riconquistare. Anche sulle tempistiche relative agli accordi finanziari che devono accompagnare il progetto e su un nuovo cronoprogramma da presentare, così come più volte abbiamo richiesto, non abbiamo ottenuto risposte certe. Per poter accompagnare il progetto complessivo agli ammortizzatori sociali, come sindacato ce le siamo inventate tutte, ma se non si parte da inizio anno con la costruzione dei nuovi impianti e con lo smontaggio e smantellamento dell’ex area a caldo corriamo il rischio di mettere in discussione la copertura degli ammortizzatori per tutti i lavoratori, e questo è per noi inaccettabile».
Sull’affitto Leali, Fim e Uilm chiedono di «capire più in dettaglio cosa comporterebbe per il Progetto Piombino, non solo rispetto all’acciaieria elettrica ma anche rispetto al futuro del treno laminazione barre di Piombino. Proprio per tutte queste ragioni a cui il presidente Rebrab non ha potuto darci le risposte che ci aspettavamo, riteniamo sempre più urgente un incontro col ministero e con i massimi vertici del Governo in tempi strettissimi. Le segreterie provinciali di Fim e Uilm ci hanno informato di essersi fin da subito attivate con quelle nazionali per richiedere un incontro urgente col ministro Calenda. In questi giorni, leggendo i giornali, ci sembra sia partita la corsa a scaricarsi di responsabilità ed è un gioco che non ci piace perché lo riteniamo poco corretto. Vogliamo ricordare a tutti che la scelta del Progetto Cevital, come il miglior progetto per il nostro territorio, parte in primis dal commissario straordinario (Piero Nardi, ndr), dal Governo con i suoi vari ministri e sottosegretari, dalle istituzioni regionali e comunali e che il sindacato lo ha sempre sostenuto, così come vogliamo ribadire fa tutt’oggi, ma è giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Magari se fossero state a suo tempo richieste, dalle figure competenti, le opportune fideiussioni per accompagnare un progetto di queste dimensioni, oggi staremmo tutti un po’ più tranquilli e non ci preoccuperemmo delle difficoltà di esportare capitali dall’Algeria».
In attesa dell’incontro al ministero, la Rsu Fim e Uilm chiede alle segreterie provinciali «di attivarsi immediatamente per richiedere un incontro urgente con il sindaco Massimo Giuliani e con il presidente della Regione Enrico Rossi, con cui in questi giorni Rebrab ha avuto alcuni incontri. Oggi più che mai non possiamo perdere altro tempo perché non possiamo correre il rischio di veder chiudere il nostro stabilimento, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Se non arriveranno convocazioni in tempi stretti metteremo in campo tutte le iniziative che riterremo necessarie per essere convocati. Spetta al Governo gestire queste criticità per salvaguardare un settore strategico come l’acciaio visto che il nostro è il solo stabilimento in Italia che produce rotaie».
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