Gioco
Rebrab va avanti, ma le banche non ci sono
Il presidente di Cevital conferma a Giuliani il progetto e le difficoltà. L’Afo non andrà in Brasile, un piano per le demolizioni
PIOMBINO. Tre incontri in meno di 24 ore con istituzioni e sindacati per rassicurare sulla propria volontà di non mollare l’affare Piombino: così Issad Rebrab ha scelto di rilanciare la propria immagine, un po’ sbiadita dalla lunga assenza in città, e quella del progetto (siderurgia, logistica e agroindustria) con cui due anni fa si era presentato a Piombino, che arranca per la carenza di risorse.
Rebrab ha cominciato il suo minitour toscano giovedì pomeriggio a Firenze, dove ha incontrato il presidente Enrico Rossi, l’uomo che da sempre ha sentito più vicino e che dal canto suo gestisce questo rapporto a livello strettamente personale, tanto da suscitare qualche polemica sottotraccia nel Pd e il piccato commento social del consigliere regionale Gianni Anselmi, per non essere stato «coinvolto o informato». Nessun comunicato al termine del confronto e neppure il giorno dopo quando il presidente ha capito che, nonostante i suoi sforzi, la notizia era circolata. Difficile che Rebrab comunque gli abbia detto qualcosa di diverso da quel che poi è emerso dall’incontro di ieri mattina in Comune col sindaco Massimo Giuliani, durato oltre un’ora, in cui il presidente di Cevital era accompagnato dall’ad di Aferpi, Fausto Azzi.
Il sindaco ha apprezzato la «volontà di Rebrab di continuare negli investimenti previsti con la conferma dei propositi già esposti nel piano industriale, e l’annuncio della prossima presentazione di un piano generale sull’agroalimentare e sulla logistica».
Tutto ciò per il sindaco «non ci esime dall’evidenziare le criticità che ancora permangono, legate allo slittamento dei tempi e all’incertezza dei finanziamenti per il piano industriale. Abbiamo sottolineato inoltre l’importanza della continuità produttiva per assicurare l’occupazione e i contratti di solidarietà ai lavoratori».
Così per Giuliani resta «imprescindibile da parte dell’azienda la presentazione in tempi brevi di un cronoprogramma con tempistiche certe e chiare, come richiesto dal ministro Calenda», così come «la necessità di un incontro a breve col ministro per una valutazione complessiva delle questioni tecniche e finanziarie».
Rebrab dunque ha prospettato un nuovo spostamento in avanti dei progetti, pur tornando a parlare di agroindustriale e di logistica, in quest’ultimo caso in maniera decisamente obbligata, visto il recente richiamo del commissario dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri, sul poco tempo che resta – scadenza a febbraio – per il rinnovo delle concessioni.
Qualche elemento in più sulle strategie di Rebrab è emerso nel confronto con le segreterie di Fim, Fiom e Uilm, in cui il presidente di Cevital ha confermato le difficoltà con le banche, lamentando un’ostilità per lui incomprensibile rispetto al sostegno ricevuto in altre imprese, una per tutte quella francese dove nel 2012 ha rilevato lo stabilimento Fagor Brandt, salvando oltre mille posti di lavoro.
«Rebrab ha dichiarato di aver fatto tutta la propria parte – spiegano i sindacati in una nota – sostenendo che anche banche e Governo devono fare la loro, per far sì che il progetto possa realizzarsi». Rebrab ha precisato che «entro gennaio sarà in grado di presentare il progetto della logistica e quello dell’agroindustria».
La notizia che il patron di Aferpi ha portato a questo tavolo è che «dopo tutte le verifiche lo smontaggio degli impianti per il progetto in Brasile (altoforno e convertitori ndr) è stato annullato per incompatibilità con il sistema energetico». Così, riferiscono i sindacati, «sono partite le procedure per arrivare a gennaio a presentare il progetto per lo smontaggio, e Rebrab ha confermato di voler utilizzare al massimo le ditte del comprensorio e il proprio personale».
Sul problema più serio, quello della continuità produttiva, decisivo per mantenere i contratti di solidarietà, Fim Fiom e Uilm spiegano che «l’azienda ha comunicato che si stanno cercando le soluzioni. Da parte nostra – è la conclusione – abbiamo apprezzato il confermato impegno per la fattibilità dell’intero piano industriale ma abbiamo ribadito che è necessario un incontro quanto prima al ministero dello Sviluppo economico per la verifica degli impegni presi da Rebrab col territorio, e che tutte le istituzioni rispettino gli accordi firmati a Palazzo Chigi».
Sul fronte delle neoelette rsu, quelle di Fim e Uilm hanno annunciato che «nelle prossime ore si riuniranno con le proprie segreterie per dare un giudizio di merito sull’incontro e valutare eventuali iniziative». Per le rsu Fiom invece sulla continuità produttiva e sul finanziamento degli investimenti «il giudizio rimane molto critico perché ancora non ci sono risposte concrete».(cloz)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
