Il Tirreno

Poggio all’Agnello, buona la seconda

Poggio all’Agnello, buona la seconda

Con i voti di Pd e Spirito libero passa la variante che consentirà di trasformare in alloggi il 40% del complesso turistico

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PIOMBINO. Poggio all’Agnello: buona la seconda. Il Pd, stavolta a ranghi compatti, ha approvato l’adozione della variante per Poggio all’Agnello che consentirà di trasformare in alloggi il 40% del complesso turistico. Spirito libero ha votato insieme agli alleati mentre Sinistra per Piombino ha optato per l’astensione. Lunedì la seduta era stata sospesa per la mancanza del numero legale. Opposizioni fuori e maggioranza insufficiente.

Le opposizioni, - M5S, Rifondazione Comunista, Ascolta Piombino, Un'Altra Piombino - hanno votato no.

Con la Variante adottata, è accolta la richiesta della società "Immobiliare milanese", proprietaria del complesso, per il mutamento d'uso parziale della struttura con la realizzazione di 108 appartamenti da mettere in vendita.

L'approvazione è seguita alla presentazione di un emendamento da parte del PD, esposto da Bruna Geri e anch'esso approvato, con il quale si propone di escludere dal testo della variante e dal contenuto dell'eventuale convenzione da stipulare tra le parti, ogni riferimento relativo al parziale scomputo degli oneri del contributo straordinario, pari a 1 milione e 480 mila euro, per la realizzazione della nuova viabilità di accesso al complesso edilizio. «In pratica - commentano dal Comune - è stata stralciata la realizzazione della strada precedentemente a carico dell'azienda e prevista per alleggerire il traffico sulla frazione di Populonia attraverso una viabilità alternativa di accesso alla struttura. In questo modo la somma relativa al contributo straordinario dovuto dall'azienda al Comune verrà utilizzata, come previsto dalla variante, per opere pubbliche a favore del quartiere di Populonia».

Da parte delle opposizioni sono stati confermati tutti i dubbi già evidenziati nelle precedenti sedute. A partire da una generale mancanza di visione strategica e generale sullo sviluppo turistico da parte dell'amministrazione e il ruolo giocato in questa vicenda dal contenzioso nei confronti del Comune per la mancata attuazione della previsione di concessione di una spiaggia attrezzata nel golfo di Baratti a servizio del complesso turistico. E, ancora, pesanti perplessità anche per il rischio che il provvedimento costituisca un precedente pericoloso che può essere impugnato anche da altre aziende, cedendo al ricatto occupazionale. Le opposizioni hanno espresso dubbi anche sulla reale crisi attraversata dall'"Immobiliare milanese". Dubbi anche sul fatto che in questo modo si possano evitare licenziamenti, spesso paventati dalla società e dalla giunta, dal momento in cui è più facile occupare personale in un complesso turistico che con appartamenti privati.

La variante a questo punto seguirà un iter semplificato per le novità legislative introdotte recentemente dalla Regione tese a snellire i procedimenti degli interventi che non prevedono aumenti di volume.

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