Gioco
Anselmi parla chiaro su Aferpi: Rebrab dica cosa vuole fare. E ci dia il tempo per trovare un'alternativa
Intervista al consigliere regionale Pd: "Il congresso giunge nel momento migliore. Torniamo a parlare con la gente. La candidatura di Rossi? Temi novecenteschi i suoi, ma l'importante è che non trascuri le aree di crisi della Toscana"
PIOMBINO. Non sarà un congresso facile, ma dovrà servire, prima a di tutto, a riproporre un Pd capace di parlare alla gente, a tutte le categorie. A ritrovare quella sintonia con il paese reale che adesso pare smarrita.
È questa l’opinione di Gianni Anselmi, consigliere regionale della Val di Cornia e membro dell’esecutivo regionale del Pd, a fianco di Dario Parrini.
Al tempo stesso, lo dice senza troppi giri di parole, la “battaglia” congressuale non dovrà togliere energie e attenzioni alla difficile situazione di Piombino, della Val di Cornia e di tutta la costa. In sostanza: Enrico Rossi si candidi pure alla segreteria, scelta legittima la sua, ma non sottragga neppure un minuto del suo tempo alle aree di maggior crisi della regione.
E il consigliere spende qualche parola anche per la difficile situazione delle acciaierie: «Rebrab dica cosa vuole fare, perché stiamo perdendo troppo tempo. Anche per cercare una possibile alternativa».
Dunque Anselmi, si va al congresso.
«Ci si va dopo un voto, quello sulla riforma costituzionale, che ci ha detto soprattutto due cose. La prima: l’area riformista (di cui fa parte, ndr) è molto più ampia rispetto a prima, anche se alcuni elettori del Pd hanno votato No e alcuni di quelli che hanno votato Sì non votano Pd. L’altra lezione viene dal voto dei giovani e dei ceti popolari, settori ai quali, è evidente, il Pd non riesce più a parlare. Insomma, il congresso viene nel momento migliore, ci consentirà di confrontarci e di affrontare i problemi, di stare più a contatto con la gente».
Sarà un congresso con primarie aperte.
«Sarà una grande occasione per il Pd. E io sono di quelli convinti che si debba andare al voto per il Paese entro giugno, magari riuscendo a varare prima una legge elettorale. Chiaro che, per farla, andrà trovato un accordo e quindi servirà un Pd con una guida forte».
Ci saranno più candidature.
«Mi pare normale, il congresso è questo. Ma una cosa è certa: in questo Paese, senza il Pd, non ci può essere una vera politica. Abbiamo una grande responsabilità. Le alternative sono i populisti e la destra xenofoba. Quindi il Pd, attraverso il congresso, deve tornare a parlare con tutti i settori della società, non solo con gli operai».
Si candiderà anche Enrico Rossi.
«Lo ha ripetuto anche di recente. E per me è assolutamente libero di farlo. Anche se trovo la sua “piattaforma” molto novecentesca, la sua impostazione “per categorie” è tipica della politica del secolo scorso. Il Pd nacque proprio per superare questa cosa, per trovare una sintesi. La sua pare la mozione Angius ai tempi in cui vinse Veltroni. E poi, come consigliere regionale...».
Come consigliere?
«Come consigliere, e la mia opinione è condivisa da gran parte del gruppo, ritengo che una cosa sia il congresso e la corsa alla segreteria e una cosa sia il governo della Regione. Non ci possiamo certo permettere che energie e tempo siano sottratti alle problematiche di alcune aree di crisi, in particolare sulla costa. E di tante cose, compresa Piombino, Rossi si occupa in prima persona».
Veniamo a Piombino e alla Val di Cornia.
«Non solo Piombino, anche a Livorno sulla Darsena Europa i tempi si allungano, le problematiche da seguire sono tante. A Piombino il porto è stato fatto, questo è l’aspetto migliore, ma certo nessuno si aspettava un’evoluzione di questo genere della vicenda Aferpi».
In effetti ci sono ritardi inquietanti, in una città in grossa difficoltà.
«Rebrab è troppo lento nell’ottemperare i suoi impegni. Io credo che sia stato giusto creare le condizioni per l’investimento, ma adesso è necessario mettere delle scadenze. Il presidente di Cevital ha fatto un accordo con le istituzioni e ora deve mantenere gli impegni presi, perché i tempi sono strettissimi. I processi di riconversione sono lunghi e complicati, non ci può essere altro indugio. Insomma, ci dica cosa vuole fare, perché se non ha più intenzione di andare avanti, o non riesce ad andare avanti, deve metterci nelle condizioni di cercare un’alternativa. Con lo stesso progetto, almeno per l’acciaieria, qualche soluzione può essere trovata».
Ma Piombino è solo acciaio?
«No, infatti. Non parliamo solo di Aferpi. Questo territorio può attrarre altri investimenti, anche se sono preoccupato dai ritardi nelle bonifiche. Per la 398 i soldi il Governo li ha messi, grazie al buon lavoro di Riccardo Nencini e Luca Lotti. E, a dire il vero, ne ha messi tanti anche per Aferpi, con i certificati bianchi. A livello regionale stiamo lavorando per creare nuove opportunità: il Prs (piano regionale di sviluppo), ad esempio, mette molte risorse sulla costa. E in settimana (mercoledì 14, ndr) approviamo la nuova legge sul turismo che, sono convinto, darà nuove opportunità, chiaramente se ci saranno gli imprenditori disposti a investire».
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