Il Tirreno

«Il ricorso era di bandiera e i debiti si devono pagare»

«Il ricorso era di bandiera e i debiti si devono pagare»

Ferrari chiarisce al posizione di Portoferraio dopo il ritiro del ricorso al Tar «I sindaci elbani sparlano ma non hanno fatto niente per riscuotere i crediti»

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PORTOFERRAIO. «L’ex Unione dei Comuni è una partita, purtroppo, mal gestita dalle precedenti amministrazioni». Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio, chiarisce la posizione del Comune di Portoferraio sulla vicenda dei debiti dell’ex Unione e della rinuncia al ricorso al Tar contro la Regione sul piano di successione dell’ente dissolto. Una decisione assunta dal solo Comune di Portoferraio che ha fatto infuriare le altre amministrazioni dell’isola, preoccupate dal dover far fronte ai passivi dell’ex Unione.

«Il ricorso di bandiera». «Il ricorso che venne messo in piedi, come risulta evidente, non aveva altra finalità che rinviare il problema – attacca il primo cittadino di Portoferraio – la logica dice che un debito è e rimane tale, nessuno lo può cancellare. La precedente amministrazione ha la responsabilità di aver gettato sulle amministrazioni future l’onere di affrontare il problema; non solo, ma al momento della presentazione del ricorso non si provvide neanche all’accantonamento di somme per far fronte all’eventuale soccombenza in giudizio, come da prassi». L’attacco è riferito all’amministrazione dell’ex sindaco di Portoferraio, Roberto Peria.

«Amministrare una città e non pensare al suo futuro è quanto di peggio un amministratore possa fare – rincara la dose Ferrari – il ricorso al Tar promosso dalla giunta Peria aveva solo valore di bandiera ed il Tar, a fronte della richiesta di sospensiva, non accogliendo allora le richieste del Comune di Portoferraio sancì che l’interesse primario, quindi quello da tutelare, era l’estinzione dell’Unione (come dire: togliere di mezzo lo strumento della produzione di debito). Non solo, ma questo rinviare nel tempo ha fatto sì che molti dei crediti che potevano essere riscossi siano andati in prescrizione. Danno doppio, i debiti rimangono e i crediti svaniscono».

Gli altri Comuni. Secondo l’amministrazione portoferraiese il recupero dei crediti negli anni scorsi, a partire dal 2012 non sarebbe stato in pratica coltivato. Da Portoferraio, come dagli altri Comuni dell’isola. «Ciò che suona veramente strano – aggiunge Ferrari – è anche il completo disinteresse degli altri Comuni elbani; un disinteresse che non si ferma neanche di fronte alla comunicazione da parte di Portoferraio di crediti ancora esigibili, soldi buoni, (come per la sentenza di appello che ha condannato la compagnia di navigazione turca al pagamento di danni inferti ad una condotta sottomarina da una propria nave). I Comuni elbani hanno dimenticato di rispondere a Portoferraio che già 7 mesi fa comunicava l’esigenza di conferire un incarico all’avvocato per il recupero del credito definito in oltre 180.000 mila euro; quindi, che timori hanno ora se, addirittura, hanno ignorato la possibilità di recuperare crediti?».

L’iniziativa della giunta Ferrari ha «lo scopo di fare chiarezza, di porre fine all’emorragia di crediti da riscuotere, di evitare che con il tempo rimangano solo debiti e tutti sulle spalle della comunità elbana – sostiene – il tutto con l’obiettivo, anche, di ristabilire un costruttivo e leale rapporto con la Regione per chiudere il cerchio». Ferrari è stato per anni dirigente prima dell’ex Comunità montana e poi dell’ex Unione dei Comuni. È stato attaccato dai colleghi rispetto alla propria decisione di non coltivare il ricorso. «Portoferraio ha già pagato – sostiene – e sta pagando le somme che deve. Pertanto, per noi è un percorso già iniziato da tempo, a cui deve essere data una logica conclusione. La giunta Ferrari vuole ricostruire un clima collaborativo con la Regione e va adoperandosi per costituire i fondi che possono servire a fare fronte ai debiti, anzi ha stanziato 200.000 euro per fare fronte ai debiti a partire dal 2015».

La giunta Ferrari sostiene di volersi impegnare «a predisporre indirizzi e atti funzionali alla chiusura del rapporto di debito di Asa verso i Comuni e del lodo Cigri; crediti veri che non sono stati coltivati a fronte di accordi quantomeno contraddittori al momento dell'accordo per il passaggio gestionale del servizio idrico al nuovo gestore Asa. Quest'ultimo passaggio è fondamentale per la vicenda perché il recupero delle somme può portare non solo al ridimensionamento del debito, ma, addirittura, al completo azzeramento dello stesso. Certo la vicenda è complessa, ma questa amministrazione se ne sta curando. A differenza di altri, che, anziché cercare di capire, ne parlano e sparlano e lasciano cadere in prescrizione ingenti crediti. Questi sono i fatti, il resto è politica e malapolitica».

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di Redazione web