Manca personale, ospedale in crisi
Per la Uil il punto nascita è da riorganizzare, mancano posti letto per alcune patologie e l’organico è insufficiente
PIOMBINO. Punto nascita da riorganizzare, mancanza di personale e di posti letto per alcune patologie sono alcuni degli elementi che hanno indotto la Uil a proclamare lo stato di agitazione. Attivato anche da Cisl e Fials con procedure separate.
In prima battuta la UIl sottolinea il fatto che un conto è il numero degli addetti assegnati ai reparti, che più o meno equivale agli standard. Altro conto è la loro effettiva presenza. Perchè a fare la differenza tra la teoria e la pratica ci sono i contratti part time, i permessi periodici legati alla legge 104, i lavoratori con ridotte capacità lavorative e altre situazioni altrettanto legittime che di fatto riducono le ore a disposizione del servizio. Come ferie, riposi, malattie.
E’ questo uno dei motivi che hanno indotto la Uil Funzione Pubblica col segretario provinciale Paolo Camelli ad attivarsi su Villamarina. Nella documentazione prodotta al prefetto, si focalizzano i punti più critici per i quali questa prima fase della mobilitazione investe anche Livorno e Cecina. Motivazioni diverse inserite in un’unica trattativa su cui a breve ci sarà un primo incontro con l’azienda.
Su Piombino, la Uil chiede di ridefinire l’organico dell’area medica e chirurgica dove quantifica una carenza di almeno il 10% del tempo lavoro necessario a garantire sicurezza e qualità dell’assistenza. Uno scarto col segno meno per circa 6mila ore.
Anche l’organizzazione del punto nascita, per il quale è stata chiesta una deroga al governo affinchè sia mantenuto almeno per il prossimo anno in vista di una riorganizzazione che investa anche Cecina e Portoferraio, rientra tra i problemi. Orario, turni, reperibilità. «L’azienda - dice il sindacalista - si è impegnata a rafforzare il reparto ma il numero delle ostetriche è insufficiente a coprire i servizi territoriali e il punto nascita. Così capita che col medico, al posto delle ostetriche in sala parto ci siano le infermiere. E non va bene».
Altra criticità, la mancanza di 8 posti per cure intermedie (ospedale di comunità e psichiatria) destinati ai pazienti che ora sono assegnati impropriamente alla medicina.
E, ancora, il pronto soccorso dove la Uil propone una ridefinizione delle funzioni della Breve osservazione a cui approdano casi più complessi. Infine, l’incremento di almeno il 30% del tempo lavoro, soprattutto degli operatori sociosanitari, impegnati per buona parte nel trasferimento dei pazienti verso i servizi diagnostici, i reparti e i laboratori. La Uil propone un organico dedicato e funzionante per almeno 18 ore al giorno al triage e il potenziamento nel post-operatorio.(v.p.)
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