La protesta
Carla, Erica, l’amore e la conquista civile
Celebrata l’unione in sala consiliare alla presenza della senatrice Cirinnà. Maestrini: «Che sia un esempio per tutti»
PIOMBINO. «Altro che il lunapark, altro che il cinema, altro che internet, altro che l’opera». E’ sulle note del “Più grande spettacolo dopo il big bang”, canzone di Jovanotti, che si è aperta ieri la cerimonia dell’unione civile tra Carla Maestrini, assessora all’urbanistica di Piombino, e la sua compagna Erica Foggi. Trentanove anni la prima, trentotto la seconda, le due hanno detto sì nella sala consiliare del Comune, davanti a una sala gremitissima di amici, parenti e autorità politiche. Era presente anche la senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria del disegno di legge sulle unioni civili approvato a maggio in Parlamento. A celebrare la cerimonia è stata la consigliera comunale Lucrezia Della Lena, amica da una vita della coppia e visibilmente emozionata. «Mi hanno chiesto Carla ed Erica di celebrare l’unione civile – ha detto - Per me è un onore. Questa giornata è un nuovo inizio per loro, ma anche la conclusione di un lungo percorso di coraggio e forza. Oggi si avvera una promessa fatta quattro anni fa e sono felice di condividere questo momento di gioia».
Carla Maestrini ed Erica Foggi sono una coppia da quasi quindici anni. Sono entrambe piombinesi, Maestrini è attualmente un membro della giunta cittadina, oltre che vicesegretaria del Pd. Erica Foggi è invece un’architetta. L’assessora aveva fatto coming out su Facebook a gennaio, in occasione della manifestazione “Svegliati Italia”, che aveva visto molte persone scendere in piazza in favore delle unioni civili. «Noi siamo diventate noi 14 anni fa – scriveva, in quell’occasione, Maestrini sul popolare social network - Negli anni c’è stata la fase del segreto, delle piccole bugie, del “viene anche la mia amica”. C’è stato il dolore del trattenere sempre, in pubblico, le emozioni. Ci sono state le risposte vaghe alla fatidica domanda “ma sei fidanzata?”. C’è stata la separazione fra il mondo fuori e il mondo dentro casa. Poi piano piano è diventato impossibile continuare a non dire, a mentire, a trattenere, a scusarsi, quasi, di amare. E il mondo intorno a noi si è dimostrato migliore delle nostre paure. Ora però è venuto il momento che la politica si adegui alla società». Quel mondo di fuori che, inizialmente, tanto faceva paura, ieri le ha abbracciate e ha partecipato commosso alla loro unione. Nella sala consiliare c’erano parenti e amici. Politici e personaggi istituzionali. Bambini, ragazzi, adulti e anziani. Tutti emozionati. E Maestrini, ora che il ddl sulle unioni civili è legge e che ha potuto coronare la sua storia d’amore con la compagna, dice che «è importante che si viva in maniera serena. Io ricopro un incarico pubblico e questo può essere da esempio per tutti. Io ed Erica stiamo insieme da molto tempo, viviamo insieme e l’unione civile è l’epilogo naturale del nostro rapporto. Devo dire che siamo state sommerse dall’affetto di Piombino e questo è un segnale forte». Così, nel giorno dell’unione civile, le difficoltà nello svelarsi e la paura del dire sono sembrate lontane, i loro contorni più sbiaditi. Ieri hanno coronato i loro desideri e i loro progetti. Lo hanno fatto in una sala addobbata di coccarde e fiori. Illuminate dalla luce dei flash dei presenti che, in molti casi, non sono riusciti a trattenere le lacrime. «E’ un traguardo che si porta dietro anni di battaglie – ha detto Della Lena - E oggi si celebra il loro amore». Per questo Maestrini e Foggi erano sedute su quelle sedie circondate da coccarde, in sala consiliare. Per pronunciare un sì che segna la fine di un periodo che, per loro, non è stato sempre facile, ma che è culminato nell’inizio di un nuovo cammino. Ma quella di ieri non è la prima unione civile di Piombino. Il 28 ottobre era stata celebrata quella di Antonio Cuturi, sottotenente di vascello della Marina militare, e Umberto Granata. «L’unione di Antonio e Umberto ha lasciato un segno per l’Italia – ha detto Monica Cirinnà - E oggi viene dimostrato per l’ennesima volta che l’Italia è più avanti del Parlamento. Piombino è una città libera, aperta e democratica. Oggi è la festa d’amore e di libertà di Carla ed Erica».
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