Il Tirreno

Aferpi, a rischio la continuità produttiva

Aferpi, a rischio la continuità produttiva

Mancano semiprodotti, e in questo mese non sono previsti arrivi di materiale. Qualche certezza in più solo per il treno rotaie

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PIOMBINO. Chiusa la tornata elettorale per il rinnovo delle rsu, l’attenzione del sindacato in Aferpi è tutta sulle difficoltà di approvvigionamento dei semiprodotti che non solo hanno fin qui creato una situazione di semiparalisi dell’attività dei laminatoi, ma rischiano di bloccare del tutto l’attività ad anno nuovo.

«Certo, la nostra preoccupazione è per la continuità produttiva – dice Jonathan Ghignoli, fresco di riconferma come coordinatore delle rsu Fiom – perché è chiaro che ora il problema del circolante e dell’acquisto dei semiprodotti è quello più serio».

Del resto lo stesso Ad di Aferpi, Fausto Azzi, martedì scorso in consiglio comunale ha detto chiaramente che le difficoltà nella ricerca del credito permangono: «C’è ostilità da parte della banche – ha affermato Azzi – ed è impensabile che in un progetto del genere sia solo l’imprenditore, che ha già versato 102 milioni, a mettere i soldi per la sua realizzazione».

Ma adesso appunto l’attenzione è più mirata sul problema della carenza di circolante, cioè sulla necessità di acquistare materiale per i laminatoi, visto che l’attuale situazione mette a rischio il mercato di Aferpi e a lungo andare lo stesso mantenimento dei contratti di solidarietà.

Il treno vergella si è fermato ieri, e non si sa quando ripartirà, futuro incerto anche per il tmp, che continuerà la produzione solo fino al 23. Qualche certezza in più al momento c’è solo per il treno rotaie, che si fermerà il 24 e dopo un intervento di manutenzione riprenderà a produrre il sette gennaio.

La situazione è dovuta al fatto che la mancanza di circolante ha impedito di fare ordini. A dicembre quindi non è previsto l’arrivo di navi con semiprodotti. I 10 milioni che l’azienda ha annunciato essere stati versati a fine novembre da Issad Rebrab, dovrebbero ora consentire di fare degli ordini di materiale, seppur in quantità minime, che però arriverà più in là, al momento in date non ancora fissate.

Per quanto riguarda invece il progetto per l’acciaieria e il nuovo treno rotaie, l’azienda con Azzi ha confermato che il lavoro con le banche continua, ma lo stesso ad ha rivelato in consiglio comunale senza reticenze le difficoltà nella ricerca dei finanziamenti.

Su una situazione già così complessa insiste poi la situazione di Governo. Il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, a fine novembre aveva spiegato che occorreva rapidamente da parte di Rebrab la presentazione di piano industriale e finanziario, confermando intanto tutti gli impegni presi dal Governo. Ma la crisi ora rischia di far perdere altro tempo.(cloz)

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