Il Tirreno

Defibrillatori difettosi, il Codacons va all’attacco

di Antonella Danesi
Defibrillatori difettosi, il Codacons va all’attacco

L’associazione di consumatori pensa a una class action dopo i 16mila richiami Ancora da chiarire il caso della morte dell’elbana Magda Sanguinetti

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PORTOFERRAIO. Ancora tutto da chiarire il caso della morte dell’elbana Magda Sanguinetti su cui pende il dubbio che sia collegata al malfunzionamento del dispositivo che le era stato impiantato, defibrillatore cardioverter prodotto dalla multinazionale americana St.Jude. Il sospetto che le cause della morte fossero dovute ad un difetto del dispositivo cardiaco, dopo quanto segnalato dalla stessa St Jude, sui propri dispositivi ha portato il medico legale Maurizio Arcieri a volerci vedere più chiaro, informando l’Asl e inviando il referto alla Procura della Repubblica tramite i carabinieri. Le indagini sul caso di Magda Sanguinetti sono state affidatedal pm Antonella Tenerani ai Nas di Livorno.

Nelle prossime ore è prevista l’autopsia sulla salma della donna, per prelevare il dispositivo e verificare come ha funzionato il defibrillatore impiantato al momento dei soccorsi dopo il malore.

Fino a ieri la salma, nella disponibilità dell’autorità giudiziaria, non era ancora stata resa ai familiari per i funerali e non è ancora certa la data dell’esame autoptico. Intanto la Regione Toscana è intervenuta sulla questione per chiarire quanto fatto dopo la segnalazione della St.Jude Medical pubblicata il 10 ottobre scorso con un recall internazionale, relativo ai defibrillatori impiantabili di loro produzione.

La ditta statunitense ha inviato al comunicazione anche ai medici e alle direzioni sanitarie delle strutture che impiantano questi dispositivi. La segnalazione riguardava i modelli Fortify, Fortify Assura, Quadra Assura, Quadra Assura MP, Unify, UnifyAssura e Unify Quadra, fabbricati prima del maggio 2015. La segnalazione della St. Jude è stata recepita anche dal ministero della salute che, con una nota del 28 ottobre, ha provveduto a trasmetterla agli assessorati regionali alla sanità delle singole regioni, insieme ad alcune raccomandazioni in merito ala gestione di questa problematica.

« Ci siamo attivati tempestivamente - fanno sapere dalla Regione Toscana - non appena ricevuto la segnalazione dal ministero di potenziali malfunzionamenti dei defibrillatori impiantabili della St. Jude, invitando le aziende sanitarie a richiamare tutti i pazienti che avevano impiantati questi dispositivi». Nelle aziende sanitarie toscane questi defibrillatori sono stati impiantati a 1521 pazienti, di cui 1194 da richiamare. Gli altri 327 o avevano avuto già impiantato un nuovo dispositivo o sono nel frattempo deceduti o provenivano da altra regione e quindi saranno richiamati dalle aziende di appartenenza. «Ad oggi - specificano ancora da Firenze - sono 425 i pazienti già sottoposti a follow up nelle aziende sanitarie toscane e 769 quelli non ancora richiamati. Entro la fine di gennaio 2017 verranno richiamati tutti». Nel corso di questi controlli ambulatoriali straordinari programmati per i 1194 pazienti viene loro illustrata la problematica evidenziata dalla St. Jude Medical e viene offerta, in relazione al singolo caso clinico e alla preferenza del paziente, la sostituzione del dispositivo potenzialmente mal funzionante con uno nuovo. «La priorità relativa al richiamo dei pazienti - conclude la nota della Regione - ha seguito le indicazioni presenti nella nota del ministero , iniziando dai pazienti potenzialmente a maggior rischio in caso di malfunzionamento del loro dispositivo impiantato, vale a dire quelli con necessità assoluta di stimolazione cardiaca, o pazienti potenzialmente a rischio di aritmie che necessitino di defibrillazione elettrica». Sulla questione è sceso in campo anche il Codacons. «Sedicimila italiani cardiopatici - dicono dall’associazione per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori - sarebbero stati richiamati in questi giorni dagli ospedali di tutte le regioni dopo l'avviso della St. Jude Medical. In attesa che la procura di Livorno accerti le cause della morte dell'anziana signora dell’Elba , portatrice di defibrillatore, invitiamo tutti i pazienti italiani che hanno subìto l'impianto di pacemaker prodotti dalla St.Jude e coinvolti nel richiamo, ad inviare una mail al nostro indirizzo per ottenere informazioni circa le azioni legali da intraprendere». Il Codacons infatti sta studiando la fattibilità di un’azione risarcitoria a tutela degli italiani che hanno impiantati i modelli interessati dal possibile malfunzionamento per far ottenere loro il risarcimento dei danni per i rischi corsi e per la paura e lo stress subiti a seguito del richiamo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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