Gioco
Referendum, il Pd regge ancora il colpo
Fabiani: «La nostra gente ci ha dato fiducia anche per l’impegno del Governo su Piombino. Ma ora si rischia di partire da capo»
PIOMBINO. Il “Sì” esce vincitore nella competizione referendaria in tutti comuni della Val di Cornia, e il Pd – unica forza nella coalizione del governo locale ad aver sposato la causa – può esserne soddisfatto, «solo moderatamente soddisfatto – spiega il segretario della Federazione, Valerio Fabiani – visto il risultato complessivo nazionale che rischia di lasciarci senza un Governo che molto ha fin qui fatto per Piombino, e altri impegni ha preso di recente con Matteo Renzi».
Vittorie del “Sì” con margini contenuti ovunque, con l’eccezione del 58,1% di Suvereto («ma qui mi sa che devo ringraziare Giuliano Parodi», dice ironicamente il segretario del Pd, riferendosi alla battuta del sindaco suveretano su Alex Zanardi) e la Val di Cornia unica realtà della costa insieme a Rosignano, Castagneto e Bibbona ad aver espresso oltre il 50% di “Sì”.
«C’è una Toscana centrale che corre dal punto di vista economico – dice Fabiani – e vota “Sì” e una costiera che soffre per i morsi della crisi e vota “No”, con qualche eccezione come la nostra. E su questo il partito si deve interrogare. Renzi spero che ora si metta davvero a fare il segretario del partito, ponendosi a capo della comunità del Pd, di questo abbiamo bisogno. Perché è chiaro a tutti che sul voto ha pesato non solo il giudizio negativo sulla riforma, ma anche l’insoddisfazione generale per la gravità della situazione economica».
Il segretario del Pd, che ha girato in lungo e in largo la Val di Cornia nella campagna referendaria, «parla di un’esperienza di grande arricchimento personale. E’ stato bello discutere della Costituzione anche con persone che non la pensavano come noi. Ecco, da qui dobbiamo riaprtire, avendo l’umiltà di stare in ascolto dei bisogni della nostra gente».
Così per Fabiani il successo del “Sì” in Val di Cornia, «certo rappresenta il nostro radicamento ma anche la capacità che abbiamo avuto di rinnovarci. E’ innegabile però che pur nella preoccupazione generale ci viene attribuita fiducia anche per come il partito e i nostri rappresentati nelle istituzioni hanno saputo coinvolgere il Governo nelle vicende legate alla reindustrializzazione di Piombino del dopo Lucchini».
Ovvia quindi la preoccupazione del segretario considerando proprio le questioni in ballo per il territorio su cui era coinvolto il Governo Renzi, il caso Aferpi col ministro Carlo Calenda impegnato nella vicenda su più fronti, e ormai unico interlocutore di Issad Rebrab, ma anche il tema delle infrastrutture con l’impegno sul completamento della 398 almeno per il primo lotto, con 25 milioni dichiarati disponibili dal Governo nell’aggiornamento del piano pluriennale Mit/Anas 2016-2020, mentre gli altri 25 milioni erano annunciati in arrivo dalla Presidenza del Consiglio come fondo unico nell’esercizio finanziario 2018.
«Le preoccupazioni sono evidenti – conferma Fabiani – in particolare per l’impegno che il Governo ha dedicato fin qui alla vicenda Aferpi. Ma posso garantire che noi continueremo a lavorare con la stessa intensità. Certo è evidente che, a seconda di cosa succederà, ora si rischia di dover ripartire da capo».
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