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La festa del comitato del No e di Sinistra Italiana

La festa del comitato del No e di Sinistra Italiana

PORTOFERRAIO. Grande festa tra i contrari alla riforma costituzionale voluta da Renzi. Il comitato elbano per il No al referendum ha brindato già intorno alla mezzanotte di domenica, quando l’esito...

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PORTOFERRAIO. Grande festa tra i contrari alla riforma costituzionale voluta da Renzi. Il comitato elbano per il No al referendum ha brindato già intorno alla mezzanotte di domenica, quando l’esito della consultazione referendaria appariva già chiaro.

«Il comitato elbano per il No desidera ringraziare tutti coloro che, nelle ultime settimane, hanno condiviso l'impegno di informare gli elettori sui temi della proposta di riforma della Costituzione, per consentire loro di arrivare alle urne consapevoli del significato della loro scelta – spiegano dal comitato – si ringrazia pertanto il nutrito gruppo di persone che ha aderito al Comitato, si dalla sua costituzione e coloro che hanno contribuito in modo attivo alla convocazione dei vari incontri, pagando di tasca propria tutti i costi che questi hanno comportato, i relatori degli incontri che hanno trovato il tempo e il modo per raggiungere i cittadini elbani desiderosi di partecipare».

Sinistra Italiana Elba. Tra i contrari alla riforma c’è sicuramente il partito Sinistra Italiana Isola d’Elba che fa un’analisi: «C'è da essere soddisfatti su come l'Elba, nel suo insieme, abbia dato una risposta chiara e inequivocabile contro una pessima riforma e contro il governo che in essa si è identificato – spiegano – Gli elbani hanno percepito che un ulteriore accentramento dei poteri su materie importanti per la vita dell'isola avrebbe ancor più penalizzato la sua condizione insulare e le sue possibilità di sviluppo economico, sociale e culturale. Hanno capito che su materie vitali come quelle del turismo, l'ambiente, la sanità, i trasporti sarebbe stato più difficile confrontarsi e contare. Quindi, una vittoria importante, a difesa prima di tutto della Costituzione e dei suoi valori fondanti, che la riforma Renzi-Boschi avrebbe irrimediabilmente intaccato e vilipeso; ma anche una vittoria di tutti coloro che credono ancora in un sistema basato sulla democrazia della rappresentanza e della partecipazione».

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