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Il caso della gelateria finisce davanti al Consiglio di Stato
MARCIANA. Il Comune non ci sta e porta il caso del “Gelato degli Artisti” di Procchio davanti al Consiglio di Stato. La giunta Bulgaresi, infatti, ha impegnato una spesa di 6.344 euro a favore del...
MARCIANA. Il Comune non ci sta e porta il caso del “Gelato degli Artisti” di Procchio davanti al Consiglio di Stato. La giunta Bulgaresi, infatti, ha impegnato una spesa di 6.344 euro a favore del legale Fabio D’Amato del Foro di Roma per ricorrere in appello presso il Consiglio di Stato, impugnando la sentenza emessa dal Tar che ha accolto il ricorso presentato dalla titolare della gelateria, Romina Fornaciari per la questione della gelateria nel centro abitato di Procchio.
Il Tar, infatti, aveva condannato il Comune di Marciana lo scorso settembre a pagare le spese processuali, pari a 4mila euro oltre agli accessori di legge. E aveva di fatto annullato sia l'atto di diniego nei confronti della Scia (segnalazione inizio attività) presentata dalla gelateria di proprietà di Romina Fornaciari, sia l'ordinanza firmata dalla sindaca Anna Bulgaresi con la quale fu imposta la chiusura forzata dell'attività prima che i giudici amministrativi ne garantirono la riapertura, accettando la richiesta di sospensiva della proprietà.
L'intricato caso urbanistico esplose a metà settembre 2015, quando il Comune decise di sospendere l'attività della gelateria. In particolare erano i bagni (una volta dell'ex ristorante da Renzo) l'oggetto del contendere, dal momento che una signora, proprietaria di un fondo vicino, ne aveva rivendicato la proprietà innescando peraltro con i proprietari del locale una causa civile.
I bagni, secondo il Comune di Marciana, erano peraltro sprovvisti di titolo autorizzativo. A tale proposito l'ente prima bocciò la Scia presentata dalla proprietaria, l'11 agosto, quindi impose la chiusura con un'ordinanza firmata da Bulgaresi il 16 settembre 2015.
La decisione fece andare su tutte le furie la proprietaria Romina Fornaciari che, difesa dell'avvocatessa Cesarina Barghini, ha presentato due ricorsi, uno per l'annullamento dell'atto di diniego della Scia e l'altro contro l'ordinanza di sospensione dell'attività.
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