La protesta
Defibrillatori difettosi, una morte sospetta all'isola d'Elba
Un'anziana è morta a fine novembre dopo un malore: era una delle pazienti con impiantato il pacemaker della ditta statunitense St Jude. L'Asl ha denunciato il caso alla Procura
PORTOFERRAIO. Il caso dei defibrillatori difettosi prodotti dalla multinazionale americana St. Jude Medical potrebbe aver avuto delle gravi ripercussioni all’isola d’Elba. È infatti ancora tutta da chiarire la morte di un’anziana residente all’isola d’Elba, Magda Sanguinetti di 77 anni, a cui era stato impiantato un defibrillatore cardioverter. La signora, cardiopatica, è deceduta in seguito a un malore il 24 novembre scorso, nonostante i tentativi di rianimazione compiuti dai volontari del 118.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.14525237:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2016/12/06/news/morte-sospetta-per-il-defibrillatore-difettoso-la-nota-della-asl-1.14525237]]
Una morte che non avrebbe destato sospetti, se solo pochi giorni dopo non fosse scoppiato il caso della partita di dispositivi cardiaci difettosi arrivati anche in Italia e nella provincia di Livorno. L’avviso dei difetti che possono interessare i dispositivi cardiaci distribuiti anche in Toscana risale ad alcuni mesi fa ed è arrivato proprio dall’azienda americana che produce questi apparati medici, soprattutto pacemaker. L’azienda ha avvisato l’Asl, ponendo come problema l’ “esaurimento prematuro della batteria”.
La St. Jude ha quindi informato, già alcuni mesi fa, tutte le Asl che a loro volta sono incaricate di avvisare i pazienti interessati. In Toscana la questione riguarda 1.194 pazienti, 16mila in Italia, a cui sono stati impiantati i defibrillatori portatili, tra cui la signora di Rio Marina, a cui recentemente - l’11 novembre scorso - era stato controllato il dispositivo. In particolare, si apprende da ambienti sanitari, le è stato controllato il livello delle batterie del dispositivo e il funzionamento del sistema di allarme (una vibrazione che avverte la paziente del prossimo esaurimento delle pile).
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.14508818:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/12/03/news/un-cardiopatico-da-quando-lo-so-vivo-ascoltando-i-battiti-del-cuore-1.14508818]]
Inoltre è stato testato la capacità di risposta della paziente all’allarme del dispositivo (in parole povere se la paziente era in grado di avvertire la vibrazione dell’apparecchio). Nel corso della visita non sono stati rilevati malfunzionamenti. Fatto sta che non si cosa possa essere accaduto tra l’11 e il 24 novembre, e gli approfondimenti della Procura, in collaborazione con l’Asl e con i carabinieri serviranno per capire i collegamenti tra la morte dell’anziana ed eventuali malfunzionamenti del defibrillatore.
Alla luce di tutto questo, il dubbio se il defibrillatore cardioverter sia stato determinante o meno per il decesso, ha portato ad un esposto alla Procura che sarebbe partito dallo stesso personale dell’Asl. L'autorità giudiziaria deciderà nelle prossime ore se procedere con un’autopsia sulla salma della signora per visionare la memoria dell’impianto e capire se l’apparecchio in quel caso abbia funzionato o meno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
