Il Tirreno

Morto in casa, tragico epilogo di un furto

di Cristiano Lozito
Morto in casa, tragico epilogo di un furto

Svuotata la cassaforte, solo l’autopsia chiarirà se Gianfranco Soldi è stato soffocato o se ha avuto infarto dopo aver sorpreso i ladri

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SAN VINCENZO. Sarà l’autopsia affidata dalla Procura al dottor Luigi Papi a spiegare le cause della morte di Gianfranco Soldi, il 76enne imprenditore sanvincenzino, trovato senza vita sabato pomeriggio nel suo alloggio di via Parini.

L’esame esterno del corpo da parte del medico legale non ha dato certezze: Soldi aveva dei segni sul viso, ma principalmente si tratta di macchie ipostatiche, cioè le chiazze violacee che si producono dopo la morte.

Nessun altro segno di violenza sarebbe presente sul corpo, così da lasciare in piedi le due ipotesi che si erano fatte strada fin da subito tra gli investigatori: cioè che l’uomo sia stato soffocato (ad esempio con un cuscino così da non lasciare segni evidenti), o che sia morto per un attacco cardiaco, provocato dalla tragica situazione che si è trovato a subire.

L’autopsia, che si terrà oggi o domani, chiarirà anche l’orario della morte, che al momento viene collocata nella notte di venerdì (quella sera l’imprenditore era uscito per partecipare a un’iniziativa benefica in favore dei terremotati), ma che per ipotesi potrebbe essere avvenuta anche nella mattinata di sabato.

Anche ieri gli uomini del nucleo investigativo di Livorno dei carabinieri hanno lavorato a lungo nell’appartamento al quarto piano di via Parini. L’unica certezza è che Soldi è morto durante un tentato furto nella sua abitazione, e che i ladri sono passati dalla finestra delle scale interne al palazzo (dove pare che il portone non si chiudesse da tempo per il malfunzionamento della serratura), scavalcando un muretto e trovandosi così sul terrazzo dell’anziano. A quel punto hanno forzato una porta e sono entrati in casa.

Da qui in poi la ricostruzione è affidata al lavoro della scientifica. Soldi è stato trovato senza vita sul letto, e la grande confusione nella camera fa ritenere plausibile che lì sia avvenuto l’incontro con i ladri. L’anziano – un uomo di 76 anni ma ancora in forma – avrebbe cercato di reagire agli aggressori, prima di essere sopraffatto. Nessuno può dire se prima o dopo i ladri si siano messi al lavoro per aprire la cassaforte a muro, dove sono state ritrovate solo delle carte.

I familiari non sono ancora rientrati in casa, che resterà sotto sequestro per il tempo necessario agli accertamenti di polizia scientifica, e ancora non si sa cosa contenesse la cassaforte e cosa dunque i ladri abbiano portato via.

Nel quartiere non si sono telecamere ed ecco perché le indagini sono concentrate in modo particolare sull’appartamento in cerca di tracce biologiche che consentano ai carabinieri di estrarre il dna e di inserirlo nella banca dati nazionale – ancora “giovane” e quindi incompleta – per l’eventuale comparazione.

Anche per questo ieri gli uomini della scientifica hanno lavorato a lungo nelle scale del palazzo, sul tetto per effettuare le riprese fotografiche, e in particolare sul terrazzo.

Ma naturalmente, nell’inchiesta guidata dal sostituto procuratore Antonella Tenerani, grande importanza viene assegnata pure all’indagine dove sono impegnati i carabinieri della compagnia di Piombino e della stazione di San Vincenzo, che stanno ascoltando un gran numero di abitanti del quartiere in cerca di testimonianze sulla presenza di persone, negli ultimi giorni, che per qualche ragione possano aver insospettito qualcuno.

Intanto a San Vincenzo grande è l’impressione suscitata dalla morte di Soldi, specie sui social, dove viene gridata la paura e la richiesta di sicurezza di un paese sempre più allarmato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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