Il Tirreno

«Su Procchio la giunta Bulgaresi non ha mantenuto i patti»

«Su Procchio la giunta Bulgaresi non ha mantenuto i patti»

L’impresa che ha realizzato il centro servizi chiarisce la propria posizione prima del consiglio che definirà il nuovo assetto urbanistico dell’area: «Chiediamo il rispetto dell’intesa del 2013»

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PROCCHIO. «Vogliamo solo che il Comune di Marciana rispetti gli accordi presi e firmati nel 2013». È la linea che l’impresa Giusti di Pistoia rende nota, a poche ore di distanza da un consiglio comunale decisivo per la definizione del post ecomostro. Questo pomeriggio alle 18, infatti, si riuniranno i consiglieri marcianesi che, tra i vari punti all’ordine del giorno, esamineranno “la scheda B4 - area cosiddetta centro servizi e dell'area oggetto dell'osservazione numero 87 e sua approvazione definitiva”. Si tratta, in parole povere, di delineare i paletti del nuovo centro servizi e di rispondere all’osservazione presentata dall’impresa Giusti di Pistoia nei confronti della delibera di adozione della scheda, nella quale il Comune ha previsto volumi ridotti rispetto al progetto originario. Da mesi Il Tirreno ha seguito l’evolversi della questione, centrale per il futuro della frazione di Procchio: a partire dai giorni della demolizione, fino al tortuoso percorso della messa in sicurezza idraulica del territorio e della definizione del nuovo assetto urbanistico della frazione.

«A seguito delle notizie pubblicate dal Tirreno nella edizione di domenica 27 novembre, la società Giustimarcello s.r.l., proprietaria dell'area nella quale è prevista la realizzazione del cosiddetto centro servizi di Procchio, ritiene opportuno precisare – scrive la società Giuustimarcello srl in una nota inviata al nostro giornale – che la richiesta avanzata dalla società alla amministrazione comunale con le osservazioni alla stralcio di pianificazione urbanistica adottato dal consiglio comunale con delibera n. 79/2015 consiste unicamente nel richiamo al rigoroso e puntuale rispetto di quanto stabilito con l'accordo sottoscritto in data 11 febbraio 2013». Si tratta dell’accordo siglato dall’impresa, Comune e Regione Toscana, nell’ambito del quale l’azienda si è impegnata a demolire l’ecomostro (tirato su dalla stessa azienda pistoiese nei primi anni del Duemila e poi coinvolto nella vicenda giudiziaria di Elbopoli).

«Le parti, a conclusione di una complessa negoziazione, hanno definito un'intesa complessiva finalizzata, tra l'altro, alla esecuzione di opere di sicurezza idraulica già approvate dalla competente autorità di bacino – sostiene nella nota l’azienda pistoiese – in esecuzione di tale accordo ed entro il termine pattuito, la società Giustimarcello ha provveduto, a proprie spese, alla demolizione di tutte le opere parzialmente realizzate, ivi comprese quelle (la maggior parte) per le quali non vi era stata alcuna contestazione».

I costruttori pistoiesi hanno più volte fatto notare come l’accordo pattuito nel 2013 sia stato completamente disatteso.

«Per motivi che rimangono incomprensibili – prosegue la nota dell’azienda – l'amministrazione comunale è, invece, rimasta totalmente inadempiente ai propri impegni: non solo non ha provveduto alla adozione del nuovo piano attuativo del centro servizi entro la data stabilita del 30 aprile del 2013, ma adesso propone alla approvazione del consiglio comunale una regolamentazione urbanistica, che disattende in maniera sostanziale le previsioni (quanto al dimensionamento ed alle destinazioni) contenute nella bozza allegata all'accordo dell' 11 febbraio 2013, rendendo l'intervento economicamente non sostenibile».

La società pistoiese chiede alla giunta Bulgaresi «unicamente che siano rispettati gli accordi sottoscritti, evidenziando che il ritardo nell'adempimento, oltre tre anni e mezzo, è causa di un gravissimo pregiudizio economico per la Giustimarcello, che rischia a questo punto di diventare irreversibile, aprendo la strada ad inevitabili contenziosi». Nei giorni scorsi la società, come prima mossa. ha provveduto a impugnare di fronte al Tar l’ordinanza con cui la sindaca Bulgaresi aveva imposto ai privati la rimozione degli inerti ammassati nella piana di Procchio in seguito alla demolizione del centro servizi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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