Italia
Aferpi, ultimatum di Piero Nardi a Rebrab: "Servono garanzie subito"
Relazione finale su Lucchini in Amministrazione straordinaria. Anche il presidente della commissione di vigilanza avverte: "Esame urgente al ministero". E il sindaco: "Ho chiesto un incontro con il presidente di Cevital"
PIOMBINO Un lavoro portato a termine nel migliore dei modi, con la cessione di tutte le aziende del gruppo Lucchini (a parte quella di Condove, per la quale ha chiesto tre mesi di proroga) e il passaggio di tutti i dipendenti agli acquirenti.
Ma anche tanta preoccupazione per il futuro, in particolare a Piombino dove il tempo è ormai scaduto e servono segnali chiari da parte di Aferpi e quindi di Issad Rebrab, presidente Cevital.
Questa la sintesi della relazione finale del commissario Piero Nardi su Lucchini in Amministrazione straordinaria. «Il commissario straordinario - scrive - ritiene che il programma sia stato attuato e siano stati raggiunti gli obiettivi tramite la cessione dei complessi aziendali: sono stati infatti ceduti tutti i complessi aziendali ad eccezione di quello di Condove. Tutto il personale Lucchini (2.999 unità all’inizio della procedura) è stato trasferito agli acquirenti salvo il personale che vi ha rinunciato volontariamente e quello di Condove (75 unità)».
Il monitoraggio.
Piero Nardi ha svolto, fin dall’ottobre 2015, un’attività di controllo degli impegni contrattuali di Aferpi. E già nella quinta relazione trimestrale il commissario scriveva che: «Non può non rilevare la propria preoccupazione per questa fase di avvio della nuova società, dove sono previste diverse e molteplici attività proprie di un sistema complesso come quello di Piombino».
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Infatti, pur confermando il loro impegno strategico, Aferpi e Cevital, annunciarono già nell’incontro dell’8.10.2015 al Mise un primo slittamento degli ordini di smantellamento degli impianti dell’area a caldo e delle decisioni circa la scelta della migliore tecnologia di costruzione del forno elettrico. Così il Mise, con lettera del 22.2.2016, sollecitò il commissario: «A richiedere ad Aferpi l’invio di relazioni periodiche sullo stato di esecuzione del piano industriale».
Nardi chiese anche all’azionista e presidente di Aferpi, Issad Rebrab, un incontro formale per fare il punto sugli impegni presi con il Mise nella riunione del 17.2.2016. E Rebrab confermò, nella riunione del 24.3.2016, gli obiettivi strategici dello sviluppo della parte siderurgica, logistica e agroindustriale. In particolare per la siderurgia, confermava l’investimento in un forno elettrico con capacità di un milione di tonnellate di acciaio e un treno di laminazione rotaie e altri profili con capacità di 700 mila tonnellate di laminati. L’avviamento del forno era stimato in un periodo di 24-30 mesi dalla scelta del fornitore della parte tecnologica, confermata entro la fine di marzo 2016.
Nella riunione con Rebrab, Piero Nardi, segnalò l’esigenza per le «caratteristiche del mercato dei prodotti lunghi di qualità e speciali, di un impegno di circolante e quindi di finanziamento più elevato rispetto a quello richiesto dai prodotti comuni». E Rebrab comunicò che: «Sono in corso le procedure per dotare Aferpi delle risorse finanziarie necessarie a mantenere e possibilmente sviluppare i volumi di attività produttiva. Certo un piano così ambizioso non può essere realizzato con le sole forze del Gruppo ma necessita di un costante supporto del Sistema Italia in tutte le sue componenti istituzionali, politiche, sindacali e finanziarie».
La prima relazione Aferpi.
Il 24.3.2016, Aferpi ha inviato la prima relazione periodica sullo stato di avanzamento del business plan. «Come noto - si legge - il piano è uno strumento della gestione operativa, elaborato sulla base del quadro di mercato e della sua prevista evoluzione e su ipotesi circa le condizioni economiche e finanziarie nel periodo di riferimento. Al mutare delle assunzioni la revisione del Piano e la sua modifica sono necessarie oltre che opportune».
Aferpi premette che: «Il Piano industriale, redatto nel terzo trimestre 2014, si fonda sul rilancio dell'attività siderurgica, sullo sviluppo di un polo logistico portuale e sulla realizzazione di attività agro industriali. Nel 2015 in conseguenza del rallentamento dell'economia cinese il mercato siderurgico ha vissuto importanti tensioni, con riduzioni dei prezzi di circa il 40%, con ulteriore crescita dell'eccedenza di capacità produttiva rispetto alla domanda di acciaio. L'economia italiana non è riuscita, al pari di quella europea, a riprendere il cammino della crescita. In tale contesto ci siamo mossi ed abbiamo portato avanti tutte le attività necessarie alla realizzazione degli obiettivi del Piano. Non possiamo tuttavia non rilevare che i tempi, anche rispetto alle nostre attese, sono più lunghi».
E ancora: «Per quanto riguarda i volumi di produzione del 2016 riteniamo di dover rivederli al ribasso poiché, con nostra sorpresa, non abbiamo avuto supporto del sistema creditizio nazionale». Il primo anno di gestione. Nel secondo semestre 2015 Aferpi ha potuto esportare in Algeria circa 60 mila ton che, unitamente alle produzioni per il proprio mercato e la produzione per Lucchini destinata a portare a termine i propri ordini da eseguire ha consentito di arrivare ad un totale prodotto di circa 240 mila ton (40/50 mila ton/mese contro un obiettivo di 70 mila ton). Al di sotto delle 50 mila ton/mese prodotte/vendute lo stabilimento si colloca in “area di perdita”. Nel primo semestre 2016 la produzione media è stata molto variabile ed inferiore mediamente ai livelli del 2015, nel mese di giugno è scesa a 30 mila ton».
La seconda e terza relazione Aferpi.
La seconda relazione è pervenuta il 7 giugno 2016. In sintesi il piano riconferma l’assetto produttivo, colloca il raggiungimento delle performances a regime nel triennio 2020/2022, stima un monte investimenti di 525 milioni di euro. «Se da un lato - scrive Nardi - il business plan certifica con i risultati economici e finanziari esposti la validità della visione strategica, dall’altro sottolinea la latitudine del fabbisogno finanziario ben superiore a quanto inizialmente previsto da Cevital». Nella relazione, Aferpi riporta anche informazioni sull’andamento gestionale del primo quadrimestre da cui emerge che «La gestione 2016 sta generando risultati inferiori rispetto al budget principalmente a causa delle limitate disponibilità finanziarie conseguenti alla mancanza di linee di credito bancarie».
La terza relazione è pervenuta il 21 settembre 2016. Aferpi chiudeva la seconda relazione segnalando che «Per analizzare la situazione del progetto di reindustrializzazione di Piombino abbiamo chiesto un incontro al Mise». Il primo agosto si è tenuta tale riunione e in tale occasione è stata delineata la struttura del finanziamento degli investimenti che prevede: «Un ulteriore apporto di capitali da parte dell’azionista Cevital e da parte dei soci finanziari di minoranza, e con finanziamenti da parte del sistema creditizio, in parte assistiti da assicurazioni del credito e la definizione del contratto di finanziamento entro la fine dell’anno 2016 che consenta l’inizio lavori dal 2017».
Facendo riferimento alle numerose due diligence sul progetto Piero Nardi riteneva ancora ottimistica la data di «definizione del contratto di finanziamento entro la fine del 2016. Il piano comunque ha tempi di realizzazione (2019 a regime nel 2020-2022) che consentono di assorbire uno slittamento ancorché limitato». «A parere dello scrivente - aggiunge ancora il commissario Piero Nardi - la mancata erogazione di linee di credito potrebbe portare ad un utilizzo discontinuo degli impianti e soprattutto alla perdita della clientela che ha fin qui creduto alle possibilità di ripresa di Aferpi. Le difficoltà produttive potrebbero anche incidere negativamente sulla attuazione del piano strategico. Il tema del finanziamento del circolante diventa centrale anche se la sua erogazione dipende anche dalla consistenza del piano ancora da completare con la individuazione dei fornitori per impianti ancillari, con l’assistenza di una società di project management (la stessa Sms?) che rassicuri le banche sulla performance tecnologica e sul budget di spesa».
I dipendenti.
Con riferimento al passaggio dei dipendenti ancora in carico a Lucchini e Lucchini Servizi, Aferpi confermava nella relazione gli impegni contrattuali: «In merito si sta discutendo con le istituzioni al fine di trovare il modo di utilizzare gli ammortizzatori sociali che diano il miglior sostegno economico ai lavoratori (contratto di solidarietà) compatibilmente con la situazione della società». È ovvio che le nuove assunzioni portano la forza lavoro totale di Lucchini a livelli che diventa assai difficile il mantenimento della percentuale minima prevista dal contratto di solidarietà in carenza di volumi produttivi rispetto alle previsioni.
Fino ad agosto la percentuale minima era stata rispettata e la percentuale media si attestava al 34%. «Aferpi inoltre ribadiva “che la gestione 2016 sta generando risultati inferiori rispetto al budget, a causa delle limitate disponibilità finanziarie conseguenti alla mancanza di linee di credito, che non consentono adeguati approvvigionamenti».
Le conclusioni. Il 31 ottobre il commissario ha inviato una lettera al presidente di Aferpi e Cevital, Rebrab: «Per riepilogare i risultati della riunione con il ministro del 26 ottobre 2016 in cui da un lato si sottolinea che gli impegni assunti dalle Istituzioni sono stati ottemperati mentre da parte della società ci sono evidenti ritardi. Non solo, si è avuto notizia dell’interessamento di Cevital per l’affitto della società Leali Steel che potrebbe modificare il piano industriale di Aferpi».
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Nella lettera si sottolinea che il ministro ha invitato Aferpi a:
1) aggiornare e completare il Piano industriale eliminando le incertezze, che oggi bloccano il progetto, relativamente al valore degli investimenti, alle modalità e al valore dell’apporto di capitale da parte di Cevital, alla struttura del finanziamento necessario e ai tempi di definizione del progetto; sarà necessario presentare il piano fortemente modificato rispetto a quello iniziale per sua approvazione alle istituzioni firmatarie dell’accordo di programma;
2) sospendere il progetto Leali Steel fino a che ne non siano illustrate al Governo, alla Regione, al Comune di Piombino e ai sindacati le modalità di acquisizione e gli effetti sul piano industriale.
La risposta del presidente di Aferpi in data 7 novembre riepiloga il lavoro fatto e si sofferma sui tempi lunghi di risposta dei fornitori per impianti ancillari a quelli tecnologici , ritardi non imputabili ad Aferpi. Rebrab sottolinea che «Va concesso il tempo necessario allo svolgimento di un buon lavoro» e che sono in corso le due dilgence di business e quella tecnologica ma che non è stato possibile avviare quella relativa al costo dell’energia per il forno elettrico di cui manca la documentazione governativa. Quanto al tema Leali Steel dichiara non ha avuto contatti con la stampa e che comunque si tratta di un approccio di studio e quindi la comunicazione alle Istituzioni sarebbe stata premature. E ribadisce che «il Governo e la Regione dovrebbero mettere a disposizione del progetto ogni energia per indurre il sistema creditizio italiano a concedere gli affidamenti per garantire la continuità produttiva nelle more della definizione degli investimenti e del relativo finanziamento».
«Il presidente Rebrab - sottolinea il commissario Nardi - nulla dice circa l’apporto di capitale da parte del gruppo Cevital né i tempi per la sua esecuzione (completamento dell’aumento a 100 milioni e 50 milioni di finanziamento). Il tema è assai rilevante per lo sviluppo del progetto. La mancanza di finanziamenti per il circolante potrebbe portare ad un sostanziale blocco dell’attività produttiva nei primi mesi del 2017 con necessità di verifica dell’impegno di “proseguire per almeno un biennio le attività imprenditoriali”. Infine come richiesto dal ministro, Aferpi deve presentare il piano definitivo anche tenuto conto dei sostanziali cambiamenti apportati nel corso degli ultimi 18 mesi motivati da Aferpi con ragioni di mercato, della pesante revisioni dei costi di investimento (più che raddoppiati), complessità della progettazione (effettuata) e dei tempi lunghi per permessi e autorizzazioni necessarie per l’attuazione del Piano».
Il presidente della commissione di vigilanza, Calabrò.
Anche il presidente del Comitato di sorveglianza, Corrado Calabrò, parla chiaro: «Dal monitoraggio eseguito dal Commissario - si legge nel parere - è emersa la difficoltà di Aferpi di trasferire in Italia le risorse finanziarie possedute in Algeria e necessarie per gli investimenti previsti dal piano approvato. In concomitanza Cevital non è riuscita ad ottenere crediti dal sistema bancario, se non in minima misura. Si ricorda che le obbligazioni principali a carico di Cevital sono: assorbimento del personale dell’Amministrazione straordinaria entro il 6 novembre 2016 e finanziamento del piano. Ora, mentre si deve dare atto a Cevital di aver onorato il primo impegno, si deve constatare la perdurante dilazione nell’assolvere il secondo impegno. Ciò determina una situazione di stallo che è ormai divenuta estremanente critica, tale da richiedere l’urgente esame, al più alto livello, da parte del Ministero insieme al commissario e a esponenti del mondo isituzionale e bancario».
Il sindaco Massimo Giuliani.
Anche il sindaco Massimo Giuliani prende posizione con fermezza e chiede all’azienda Aferpi, e quindi a Issad Rebrab di Cevital, di dare risposte in tempi brevi, dopo i continui rinvii dell’incontro. E lo fa con una nota pubblicata sul suo profilo Facebook, nella quale usa una parola chiarissima “concretezza”. «Condivido - scrive il primo cittadino di Piombino - la richiesta del Governo nazionale di chiedere tempi rapidi all' azienda sia per sul fronte del piano industriale che su quello finanziario».
Il Comune, sottolinea il sindaco, ha fatto tutto quanto era nelle proprie possibilità per facilitare l’investimento. «L'Amministrazione - aggiunge infatti Massimo Giuliani - ha fatto la propria parte per favorire la piena realizzazione di un investimento di grande portata occupazionale e di sviluppo per il territorio. Ora è giunto il tempo della concretezza. Concretezza assieme ad un incontro urgente con il presidente Rebrab che ho richiesto come primo cittadino all' ad di Aferpi Fausto Azzi, specificando, come riportato su Il Tirreno da Cristiano Lozito, che se non ci sarà chiarezza sugli investimenti sia per le acciaierie che per l'impianto agro-alimentare abbiamo in mano le nostre carte da giocare per quanto riguarda la variante e in merito alle concessioni demaniali».
L’impressione, comunque, è che per tutta la settimana in corso non accada niente. Anche perché domenica. come tutti sanno, è previsto il voto sul referendum costituzionale e molto dipenderà dall’esito. E quindi anche dalla permanenza di Matteo Renzi al governo. Staremo a vedere. Certo è che il futuro della città al momento è appeso a un filo. E in gioco ci sono centinaia di famiglie che da troppo tempo stanno aspettando risposte concrete.
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