Sicurezza
Sinkhole, sindaci in Regione con l’assessore Fratoni
Vertice a Firenze per studiare le soluzioni di messa in sicurezza del Piano E per la viabilità prende corpo l’ipotesi di un tratto stradale poggiato su piloni
RIO MARINA. «Rientriamo da Firenze con la consapevolezza di aver acquisito gli strumenti operativi giusti per arrivare alla redazione di un progetto strutturale d'intervento che possa risolvere il problema della viabilità stradale del Piano».
Lo ha dichiarato Renzo Galli, sindaco di Rio Marina, che proprio ieri, nel primo pomeriggio, ha avuto un incontro con l'assessore regionale all'ambiente Federica Frantoni. Con Galli anche il sindaco di Rio nell'Elba, Claudio De Santi. Si sono successivamente uniti alla delegazione elbana Riccardo Fanti, geologo presso il Dipartimento di Scienze della Terra di Firenze e Nicola Casagli, professore ordinario di geologia applicata, sempre presso lo stesso dipartimento di Scienze della Terra. Uno studio in tal senso permetterà al Comune di Rio Marina di poter accedere a finanziamenti pubblici che si renderanno indispensabili all'esecuzione dei lavori. I quali mirano alla messa in sicurezza di tutto il comparto in cui si sono verificati fenomeni franosi. Come, per esempio, usufruire delle potenzialità che offre il piano multimisura del Pit, che prevede iniziative a «sostegno ad attività congiunte per il miglioramento ambientale». «Nel nostro caso specifico – ha chiarito meglio il concetto Renzo Galli – si tratterebbe di evitare che le acque di scorrimento vengano inghiottite dalla terra e spariscano alla vista. Ciò è un rischio che vorremmo evitare a tutti i costi. Per cui si dovranno progettare canali idonei di scorrimento delle acque piovane fino a fondovalle». Anche se è prematuro azzardare cifre da stanziare, il primo cittadino di Rio Marina ritiene che con circa ottocento mila euro si potrà eseguire un simile reticolo di canali a cielo aperto. L'altro intervento urgente è quello riguardante la strada di collegamento. «Va ripensato il progetto - ha ammesso sempre Galli - e una delle soluzioni proposte potrebbe essere quella di scavare una trincea falsa sopra a cui prevedere una specie di viadotto nel tratto che maggiormente è stato interessato dal fenomeno franoso. Un viadotto che appoggerebbe su piloni piantati sul terreno. Esso permetterebbe alla strada di essere 'sospesa, sollevata', anche se a occhio nudo sembrerebbe adagiata sullo stesso terreno». «Per quanto riguarda il nostro territorio - ha aggiunto invece Claudio De Santi - il Comune ha già elaborato un studio di fattibilità. Ci troviamo fin da adesso nelle condizioni per accedere al bando».
Luigi Cignoni
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