Il Tirreno

Rebrab ci ripensa: congelato l’affare Leali

di Cristiano Lozito
Rebrab ci ripensa: congelato l’affare Leali

Il ministro Calenda incontra Azzi e richiama l’azienda agli impegni. La proprietà promette 10 milioni per il circolante

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PIOMBINO. Nella complessa vicenda Aferpi, arriva un altro cambio di rotta da parte di Issad Rebrab: il presidente delle acciaierie piombinesi infatti ha deciso di congelare l’affare Leali, cioè l’affitto di acciaieria elettrica e laminatoio Klesch in Trentino e Lombardia, raccogliendo cioè quello che era più di un invito da parte del ministro dello Sviluppo: Carlo Calenda infatti nell’ultimo confronto con l’imprenditore algerino aveva espreso forti dubbi su un’operazione che andava a intrecciarsi e a complicare il già difficile cammino nella ricerca degli investimenti per l’acciaieria di Piombino.

Rebrab quindi con questa mossa raccoglie la raccomandazione del Governo e pure quella che gli era arrivata dal gruppo dirigente piombinese di Aferpi, mai convinto dell’affare.

In realtà però lo stesso patron algerino si sarebbe reso conto che per acquisire l’impianto della Leali Klesch le spese sarebbero ben superiori ai due milioni annui per l’affitto, considerando le necessità per il circolante, lasciando da parte le numerose grane già in essere dal punto di vista giudiziario per questioni di tipo ambientale.

Dopo la visita piombinese di Matteo Renzi, e l’assunzione di responsabilità da parte del premier al Palatenda, il Governo intanto sta esercitando tutte le pressioni possibili su Rebrab per indurlo a rispettare gli impegni su Piombino.

Saltato il possibile confronto di sabato scorso a Lecce, e con Rebrab ancora fuori dall’Italia almeno fino alla seconda settimana di dicembre, ieri dunque Calenda ha incontrato l’amministratore delegato di Aferpi, Fausto Azzi, che stavolta ha portato al ministro la voce del presidente Rebrab.

L’impegno del patron algerino riferito al ministro è relativo al versamento in tempi rapidi di 10 milioni che serviranno per il circolante (i laminatoi sono semiparalizzati) oltre al denaro – alcune decine di milioni, ma in tempi non precisati – da versare nel capitale sociale di Aferpi.

La sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo, che ha parlato ieri con Calenda, spiega come il ministro abbia «rinnovato attraverso Azzi l’invito a Rebrab a rispettare gli impegni e a concentrarsi sugli investimenti a Piombino».

«Il ministro Calenda – prosegue Velo – ha ribadito che in tempi rapidi vuole esaminare direttamente con Rebrab piano industriale e finanziario, partendo dalla necessità di un general contractor». Cioè di un capocommessa per l’esecuzione delle opere che sono necessarie alla nuova acciaieria, sfuggendo ai problemi e alle tempistiche legate alla firma di appalti diversificati.

«Calenda ha anche confermato – conclude la sottosegretaria all’Ambiente – tutti gli impegni presi dal Governo a proseguire nell’opera di sostegno con le banche per il progetto Piombino. Ma è chiaro che c’è poco tempo, e che la presentazione del piano industriale e finanziario è una condizione irrinunciabile».

Il Governo dunque va avanti, ma anche il Comune vuol far sentire la propria voce. Il sindaco Massimo Giuliani ha ricevuto nei giorni scorsi Azzi in via Ferruccio, per ribadire la posizione del governo locale e chiarire che a questo punto è diventato indispensabile un incontro con Rebrab, che da mesi sfugge al confronto con le istituzioni locali.

«Abbiamo fatto tutto il possibile per favorire e accelerare i progetti di Aferpi – dice Giuliani – ma ora il piano va concretizzato. Ed è evidente che se non ci sarà chiarezza sugli investimenti sia per le acciaierie che per l’impianto agroalimentare, abbiamo in mano le nostre carte da giocare. sia per quanto riguarda la Variante che sulle concessioni demaniali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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