Il dolore
Il consiglio comunale decide il post ecomostro
Giovedì l’approvazione delle previsioni urbanistiche nell’area del centro servizi L’atto decisivo dopo il lungo braccio di ferro tra il Comune e l’impresa Giusti
MARCIANA. La prossima seduta del consiglio comunale di Marciana, fissata per giovedì alle 18, sarà fondamentale per capire il futuro della frazione di Procchio. E, in un modo o nell’altro, per fissare i primi paletti del post ecomostro. La sindaca di Marciana Anna Bulgaresi ha infatti deciso di includere tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale l’ “esame e controdeduzioni pervenute a seguito dell’adozione dell’area denominata scheda progetto B4 - area cosiddetta centro servizi e dell’area oggetto dell’osservazione numero 87 e sua approvazione definitiva”.
I consiglieri marcianesi, in pratica, sono chiamati ad approvare la scheda urbanistica del centro servizi, scorporata dal regolamento urbanistico approvato nel settembre 2015 e adottata nell’ottobre di quello stesso anno. Da allora il futuro dell’ecomostro di Procchio è rimasto appeso a un filo e bloccato, in attesa dell’approvazione definitiva, dal braccio di ferro andato in scena tra il Comune di Marciana e l’impresa Giusti di Pistoia, la stessa che realizzò il centro servizi coinvolto nella vicenda di Elbopoli all’inizio degli anni Duemila e che, nell’autunno del 2013, si è occupato della demolizione. Da una parte c’è infatti il Comune che, in fase di adozione della scheda urbanistica, ha ridotto sensibilmente i volumi previsti, limitando il numero degli appartamenti (da 45 a 20) e ponendo più attenzione all’aspetto della sicurezza idrogeologica e alla fruizione pubblica. Ma la pianificazione ha mandato su tutte le furie l’impresa pistoiese che valuta la nuova soluzione progettuale non sostenibile dal punto di vista imprenditoriale. È per questo che l’azienda non ha esitato a presentare un’osservazione formale alla scheda adottata, chiedendo un ritorno immediato alle previsioni urbanistiche originarie. Osservazione che la giunta Bulgaresi ha esaminato e le cui controdeduzioni saranno portate nel consiglio comunale di giovedì. Resta da capire se le parti avranno trovato un’intesa o se, al contrario, l’amministrazione comunale andrà all’approvazione della scheda senza tenere conto delle richieste dell’azienda, che detiene ancora la titolarità dell’area del centro servizi, oltre che del parcheggio a servizio della frazione. Insomma, la tensione sulla questione ecomostro - salita sensibilmente negli ultimi mesi - rischia di farsi molto più forte. E i fronti aperti sono diversi.
L’impresa Giusti, responsabile della costruzione dell’ecomostro divenuto simbolo della cementificazione selvaggia sull’isola, ritiene completamente disatteso da parte del Comune l'accordo sancito nel 2013 con la Regione e la stessa impresa e il relativo cronoprogramma che avrebbe dovuto portare all'approvazione di un nuovo piano attuativo, in cambio dei lavori di demolizione. L’ordinanza emessa dalla sindaca Bulgaresi per la rimozione obbligatoria, giunta a scadenza a fine ottobre, ha alzato ulteriormente i toni. L’impresa Giusti ha infatti impugnato di fronte al Tar l’ordinanza, portando di fatto il caso dell’ecomostro di Procchio nella stanze del tribunale amministrativo. Al ricorso sulle macerie se ne potrebbe aggiungere un altro, in caso di bocciatura dell’osservazione alla scheda sul centro servizi. In questo contesto, sempre più teso e confuso, sono comprese le necessità e l’urgenza dei lavori di messa in sicurezza idraulica della frazione di Procchio, per i quali la Regione ha stanziato circa 5 milioni di euro e che per essere completati devono poter contare su una piana di Procchio libera dalle macerie dell’ecomostro.
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