Gioco
«Un maldestro tentativo di farci star zitti»
Il Fials contro l’Asl per il caso della sala negata: l’incontro pubblico tenuto nei corridoi dell’ospedale
PIOMBINO. «La ristrutturazione della sanità dovuta alla legge 84/2015 sta producendo effetti devastanti». È l’opinione della segreteria provinciale del Fials che martedì ha svolto l’incontro "Quale futuro per l'ospedale di Piombino?” all'ingresso dell'ospedale con i lavoratori e cittadini presenti dopo che l’Asl ha negato la sala riunioni dell’ospedale al sindacato.
Il sindacato spiega come siano «sotto gli occhi di tutti la proliferazione degli apparati, la progressiva riduzione dei servizi, delle prestazioni, la devoluzione delle attività verso il settore della sanità privata in diretta corrispondenza con i tempi infiniti delle prestazioni del pubblico si sommano alla diminuzione del numero degli operatori e alle prospettive della mobilità. Si parla di futuri vantaggi di una legge che al contrario produce una progressiva riduzione dei diritti dei cittadini».
Secondo il Fials l’iniziativa del sindacato autonomo risulta «sicuramente scomoda agli “alti dirigenti” – rincara la dose il Fials – perché mette a nudo una serie infinita di inadempienze, diritti violati, sprechi, ambiguità e palesi contraddizioni che si rilevano quotidianamente ed è per questo che la direzione della Asl nega l’uso della sala riunione nonostante il rispetto delle procedure da parte del sindacato in conformità con il regolamento adottato dalla direzione aziendale».
La direzione della Asl, ricorda il sindacato, «in passato ha concesso la sala riunioni per iniziative analoghe promosse da altre organizzazioni sindacali oggi la nega al Fials per avere osato esercitare il diritto di critica verso una legge dannosa per i cittadini e i lavoratori. Questa volontà di censurare le idee del sindacato Fials è palese e costituisce una discriminazione inaccettabile da parte di una direzione aziendale che assume comportamenti arroganti nei confronti dei lavoratori e dei cittadini in conseguenza delle evidenti incapacità gestionali. Oggi tale atteggiamento della direzione aziendale si estende e si proietta nell’area della libertà di espressione con un maldestro tentativo di reprimere quelle posizioni che non sono conformi allineate e subalterne ai propri voleri. Quanto è avvenuto ci amareggia ma non ci sorprende. Questi amministratori della sanità pubblica sono personaggi che hanno dimostrato non avere rispetto delle regole della democrazia come nel caso di specie».
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