Il Tirreno

Abusivismo: a rischio lavoro e sicurezza

Abusivismo: a rischio lavoro e sicurezza

Cna e Confesercenti denunciano il dilagare del sommerso in tutti i settori, chiedendo l’ aiuto delle autorità e degli utenti

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PIOMBINO. «La crisi nella Val di Cornia - come nel resto della provincia - fa da anni sentire il suo morso, ma non può essere una giustificazione per l’incremento del lavoro nero».

Netta la definizione della situazione da parte delle associazioni di categoria, Cna e Confesercenti che ricevono ogni giorno segnalazioni in questo senso, «numerose – spiegano – sono le violazioni delle regole fatte in maniera anche piuttosto palese».

I settori coinvolti dal fenomeno del sommerso risultano dunque essere numerosi e vanno da quelli della cura della persona, all’edilizia, impiantistica, idraulica e perfino alla falegnameria .

Inoltre, dalle associazioni, viene segnalato un incremento importante nel settore dell’autoriparazione. Tutte attività per le quali sono necessarie attrezzature specifiche e permessi complessi ed onerosi per le emissioni dei fumi, il controllo delle polveri, la salute dei lavoratori... «Si pensi – ricordano le associazioni di categoria – agli strumenti e alle norme di sicurezza che sono richieste a una qualsiasi officina. Quella del sommerso è una piaga non più tollerabile per i danni che comporta all’economia delle aziende regolari, alle casse dello Stato e per i rischi cui sottopone la salute e la sicurezza dei cittadini».

La volontà delle associazioni è quella di sensibilizzare i cittadini alla comprensione del fatto che «alimentando il sommerso, oltre a rischiare sulla propria salute, non si dà una mano a chi ha bisogno ma si crea un danno ad un sistema economico locale già precario in cui ogni anno scompaiono decine di aziende artigiane con imprenditori e dipendenti». Chi svolge attività abusiva, si sottolinea , non paga le tasse, non rispetta i requisiti igienico sanitari, non  utilizza correttamente apparecchiature e cosmetici. «Concorrenza sleale – confermano CNA e Confesercenti – ed il danno economico nei confronti delle aziende regolari è altissimo se si pensa alla diffusione che il fenomeno ha raggiunto. L’abusivismo non danneggia solo le imprese regolari, ma ha effetto devastante sulla comunità nel suo complesso in termini di “costi sociali”. Si pensi all’ammontare delle tasse non pagate, dei contributi non versati e all’impatto che questo ha sui servizi sociali, di cui magari l’abusivo stesso usufruisce a piene mani perché risulta disoccupato. Sappiamo bene che è un fenomeno difficile da combattere perchè il controllo fa leva più sulla responsabilità di chi vi ricorre che sull’efficacia dei controlli, ma vorremmo lanciare un appello alle autorità affinchè vigilino sull’abusivismo, tutelando maggiormente i contribuenti cui quotidianamente sono richiesti sacrifici fiscali».

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