Il Tirreno

“Restaurare il cielo” Il lavoro di Betlemme al museo di Cittadella

di Cecilia Cecchi
“Restaurare il cielo” Il lavoro di Betlemme al museo di Cittadella

L’appuntamento nella settimana che precede il Natale Ad occuparsene Fichera e Sandroni, come dire Piombino c’è

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PIOMBINO. Nella settimana che precede Natale (al museo di Cittadella, da definire solo il giorno ndr) anche a Piombino si potrà brindare all’anteprima del film “Restaurare il cielo”: pellicola documentario di Tommaso Santi, che racconta il restauro della Basilica della Natività di Betlemme. E la storia della delicata relazione tra le tre comunità religiose che qui s’incontrano - greco ortodossi, armeni, e francescani - perché la chiesa si trova nel luogo dove l’antica tradizione ricorda la nascita di Gesù .

Narrazione d’arte e passione che in qualche modo sembra approdare a Piombino grazie a due persone che si sono trovate coinvolte nell’“operazione Betlemme” e che si sono scoperte a condividere l’amore per Piombino: Alessandro Fichera che è stato - in sostituzione di Marta Coccoluto, diventata mamma di Achille- coordinatore del parco archeologico di Baratti Populonia (dunque sempre più coinvolto con Parchi Val di Cornia), già responsabile della supervisione archeologica del progetto di restauro della Basilica della Natività per conto del governo palestinese. E Cecilia Sandroni pr del film, che a Piombino c'è nata.

Per Cecilia un’emozione in più questo “ritorno a casa” non solo in visita ai genitori come fa da tanto tempo. Sandroni in città c’è nata 50 anni fa, qui ha studiato allo scientifico ma poi - sentendosi «da sempre fuori posto» racconta con un sorriso - dall’università a Firenze ( lingue e letterature straniere, 110 e lode) ha girato il mondo: «Adorando il nostro mare e i tramonti... ovunque ho sempre attaccato ai vetri di casa le foto del “mio” orizzonte, fatte da babbo!».

Da 19 anni in poi già impegnata nella convegnistica e per 31 anni non smetterà di viaggiare. Studia e lavora: traduce persino il premio Nobel della letteratura Camilo Josè Cela ed il suo “Caffè degli artisti” .

«Londra una cittá importante della mia vita – dice – come New York o Budapest. Poi? - prosegue – comincio con gli uffici stampa e mi aggiorno in continuazione, non mi sento all’altezza di niente». Ma mai lontana dalla bellezza, visto che è in prima fila per il lancio stampa mondo del restauro della cupola del duomo di Firenze.

Dal 1998 cura le relazioni esterne della “biennale cinema e moda “ con Leonardo Mondadori. «E mi chiamano nel direttivo di un piccolo, valoroso teatro fiorentino poi a Cinecittà, per il Luce, per il governo inglese...» ricorda. Insomma di tutto. Scrive per il cinema, vende progetti, diventa capo del cerimoniale di prestigiosi festival. Una vita raminga nel mondo dello star system, per un po’ persino a Santa Monica.

Nel 2013 cambia passo. Chiamata dai fratelli Alinari segue la “passione di famiglia”, la fotografia e accetta la sfida di aprire il primo museo nazionale di fotografia in Italia “Alinari”, a Firenze. Poi 2 anni nel borgo antico di Castelfalfi e, dal luglio 2015, a Washington per seguire la campagna presidenziale del 2016. Curriculum dove c’è da sperdersi. Poi ecco la proposta Piacenti per Betlemme, culla d’emozioni, dove la guerra è di casa. In tutto questo Piombino è meta cara, dove tornare sempre. «Mia figlia – spiega Cecilia Sandroni – ha 9 anni e adora Piombino, la trova la cittá più bella del mondo. Importante che i giovani piombinesi siano sempre coraggiosi, provando a scommettere su di sè».

Solidarietà, collaborazione, passione, cuore, Italia, Toscana. Sandroni sarà qui portando con sé questo intervento epocale di un team italiano impegnato nel primo intervento di restauro, dopo secoli, alla Basilica della Natività a Betlemme. Dove gli ingegneri della società Piacenti di Prato stanno seguendo le stesse tecniche dei “colleghi” alle dipendenze di Giustiniano nel 531.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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