Gioco
Campi boe in nero, evasione fiscale per mezzo milione di euro
La Finanza ha eseguito controlli a carico di alcuni dei gestori dei punti di ormeggio: tre le imprese nei guai per non aver emesso regolarmente oltre 800 ricevute fiscali
PORTOFERRAIO.Mezzo milione di euro evaso al fisco da parte di tre titolari di campi boe dell'isola d’Elba. E' quanto hanno scoperto gli uomini della Guardia di Finanza al termine di una lunga attività di controlli fiscali attuati a carico, in particolare, dei titolari dei punti di noleggio per natanti disseminati sull’isola.
Sull’Isola d’Elba, i finanzieri hanno dato corso alla rilevazione di dati e monitoraggio di tutte le attività svolte sulla costa, concentrandosi prevalentemente sui gestori del noleggio di posti barca con boe marine ancorate al fondale.
In via generale, spiegano dalla Finanza, le persone che svolgono l’attività di gestione di punti di ormeggio, effettuata sia in aree attrezzate, sia presso i porti turistici, devono essere in possesso della concessione demaniale e di un’idonea documentazione che delimiti l’area in uso. Con la concessione demaniale il soggetto titolare acquisisce il diritto allo sfruttamento, per fini di carattere pubblico, di un determinato spazio del demanio marittimo.
Solitamente, nell’ormeggio in un campo boe, l’attività consiste sia nel noleggio della boa che nel traghettamento del cliente dal molo all’imbarcazione, per un prezzo che varia dai 20 ai 60 euro al giorno, a seconda delle dimensioni del natante e del periodo dell’anno. Il posto barca può essere dato in uso al diportista sia per un breve periodo di tempo - anche, ad esempio, soltanto per una sosta durante la navigazione - che per tutta la stagione, al termine della quale l’imbarcazione viene generalmente “alata” e “rimessa” nei vari cantieri navali dell’isola. Sul comprensorio elbano risultano attivi circa 20 campi boe, gestiti sia nella forma di ditte individuali sia di circoli nautici che di strutture ricettive quali campeggi e hotel che noleggiano boe ai propri clienti. Il volume d’affari mediamente dichiarato per i soggetti che esercitano esclusivamente l’attività di noleggio boe risulta essere di modesta entità.
I controlli. L’attività di monitoraggio ha approfondito le posizioni fiscali di sei esercenti: all’esito dei controlli, a carico di tre titolari di concessione, due a Marina di Campo e uno a Marciana Marina, sono state constatate per l’anno in corso ed i quattro precedenti periodi d’imposta gravi e ripetute violazioni alla normativa fiscale. I riscontri hanno permesso di rilevare che due delle tre ditte, pur essendo obbligate alla certificazione dei corrispettivi ed operando da anni nel settore, abitualmente non emettevano ricevute fiscali. Il conseguente approfondimento, eseguito analizzando la documentazione trovata nelle sedi aziendali, ha permesso di ricostruire le prestazioni rese e constatare ricavi non dichiarati all’erario ammontanti a più di 500 mila euro, con la mancata emissione nell’arco dei cinque anni di oltre 800 ricevute fiscali per i relativi attracchi alle boe galleggianti.
Le attività della Finanza hanno permesso, inoltre, di individuare due lavoratori in nero. In questo caso, i buoni lavoro (voucher) utilizzati dal datore di lavoro per regolarizzare la prestazione lavorativa dei due dipendenti, in effetti, recavano una data di inizio della prestazione stessa risultata essere di molto successiva rispetto alla data effettiva. «Questo tipo di attività - spiegano dalla Finanza - rimarca il ruolo di centralità della Guardia di Finanza a salvaguardia di tutti quegli imprenditori onesti che lavorano sul litorale di una provincia ad alta vocazione turistica».
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