Sicurezza
Ecco Renzi, la città chiede risposte sul lavoro
Al Palatenda per “Basta un sì”. Per amministratori e dirigenti del Pd «un segno di grande attenzione verso Piombino»
PIOMBINO. L’appuntamento con Matteo Renzi è fissato alle 13 al Palatenda, scelto dal Pd dopo aver verificato l’impossibilità di usare il Metropolitan dove stasera debutta la stagione teatrale. Il tour referendario tosco emiliano “Basta un sì” (Renzi dopo Piombino oggi parlerà a Livorno, Pisa, Reggio Emilia e Modena) è frutto di una scelta maturata nelle ultime ore, dopo però che il Pd locale da tempo lavorava per una visita del Presidente del Consiglio.
Per il sindaco Massimo Giuliani «la visita di Matteo Renzi è certamente un segno di attenzione per la nostra città, dimostrata anche in altre occasioni. L’accelerazione impressa dal governo sulla 398, sulle bonifiche, sulla reindustrializzazione e sugli investimenti al porto, sono tutti segni importanti e sostanziali. La sua presenza qui, anche se nell’ambito della campagna referendaria, è l’attestazione di un interesse più generale di cui abbiamo molto bisogno. A Piombino rimangono infatti da sciogliere ancora molti nodi cruciali, tra i quali quelli legati al futuro dei lavoratori dell’indotto e quelli relativi alle modalità di concretizzazione del piano industriale Aferpi, rispetto ai quali è fondamentale avere il sostegno del Governo».
Anche secondo la sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo la visita di Renzi «dimostra, ancora una volta, l’attenzione del Governo per la Val di Cornia, un territorio che sta cercando di rispondere alla crisi di questi anni con tutte le forze possibili. Questa è l’occasione per spiegare le ragioni di un Sì alla riforma costituzionale, un’opportunità per il nostro Paese di voltare pagina».
Il consigliere regionale del Pd e presidente della Commissione sviluppo, Gianni Anselmi, spiega di aver «molto apprezzato la scelta del Presidente Renzi di far tappa a Piombino nel suo tour per l’Italia. Scegliere il nostro territorio significa non limitarsi a un ordinario appuntamento di campagna elettorale e di raccolta di consenso ma anche scendere nel profondo di temi quali il lavoro e lo sviluppo, le attese e le preoccupazioni di tanti nostri cittadini. L’impegno del governo nazionale su infrastrutture e rilancio delle politiche del lavoro rappresenta le sfida che, attraverso l’Italia del Sì alle riforme, dovrà assicurare le prospettive e le risposte di cui Piombino e la costa hanno bisogno».
Secondo il segretario di federazione del Pd, Valerio Fabiani, la presenza di Renzi a Piombino «è un segnale di grande importanza per la città, in particolare in questo momento per noi così complesso. Il segretario del partito, nonché Presidente del Consiglio, guida un governo decisivo per il territorio, per il quale ha investito e continua a investire risorse e volontà politica. A Piombino Renzi sa di confrontarsi con una comunità sensibile alle battaglie per il futuro come quella che ci porterà alle urne il prossimo 4 dicembre».
Ad ascoltare Renzi al Palatenda ci sarà ovviamente ache il sindacato, alle prese con una fase particolarmente critica del piano di reindustrializzazione, e in particolare della realizzazione del progetto Aferpi. Per Fim, Fiom e Uilm dunque Renzi «deve richiamare Issad Rebrab a rispondere degli impegni presi con la città. Perché prima di concludere altri affari, come quello con la Leali, l’imprenditore algerino deve realizzare il progetto Piombino».
Critiche con la visita del premier sono invece le minoranze: «Quando Renzi sarà al Palatenda – dice Rifondazione comunista – potrà girarsi e guardare cosa è rimasto del secondo stabilimento siderurgico italiano. A quasi due anni dall’acquisto non sappiamo cosa il compratore, anzi il padrone, vuole fare. Non si sa niente dell’agroindustriale, non si sa niente del secondo forno elettrico e poco anche del primo. Si sa però che Rebrab i soldi non ce l’ha e non fa altro che rimandare gli incontri con il Governo, un Governo che non fa, o non è in grado di fare, una programmazione industriale nazionale».
Infine Daniele Pasquinelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle, sostiene che Renzi «invece di venire qui a fare propaganda dovrebbe occuparsi del veri problemi dell’Italia, come quelli di Piombino, che andrebbero affrontati con un piano nazionale della siderurgia».
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