Il Tirreno

cavo, l’allarme dei pescatori sportivi

«Sulla nostra isola il pesce è a rischio»

CAVO. Accuse e proposte contenute in una lettera, rivolta alle autorità isolane, inviata dai membri del consiglio direttivo dell'associazione pesca sportiva di Cavo, diretta dal presidente Mario...

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CAVO. Accuse e proposte contenute in una lettera, rivolta alle autorità isolane, inviata dai membri del consiglio direttivo dell'associazione pesca sportiva di Cavo, diretta dal presidente Mario Mellini. La comunicazione riguarda le problematica della continua diminuzione della fauna marina dell'isola d'Elba e dei danni ai fondali.

«Da 10 anni diminuiscono costantemente i pesci nel nostro mare - spiegano - nel numero e nella taglia, poi scompaiono pure alcune specie ittiche, come ad esempio il gattuccio maggiore. Non solo, è noto il grande danno alla fauna marina, provocato dalle paranze che pescano a strascico e delle zaccarene che agiscono con rete a circuizione, per cui su 10 chili pescati solo circa 2 sono validi per la vendita di pesce, 8 chili sono invece di pesciolini sotto misura, morti, che vengono ributtati in mare». E i pescatori cavesi criticano anche la pesca professionale costiera, fatta con le reti di posta, i tramagli, e quella con nasse per i polpi, azione, secondo gli scriventi, che non ha alcun limite nell'uso di tali metodi, che provocano altri danni all'ambiente marino. Guasti vengono pure dalle corde piombate dei tramagli calati sul fondale, si possono incastrare tra le praterie di posidonia oceanica e poi le estirpano, creando squilibrio all'ecosistema marino. «Occorrono regole per limitare questo tipo di pesca, per salvaguardare la vita dei pesci – suggeriscono – e altre norme di tutela ambientale, in favore del patrimonio ittico. Necessaria la creazione di aree marine protette, come ci sono in altri mari dell'Italia. Qui all'Elba praticamente abbiamo solo una piccola area protetta intorno allo Scoglietto di Portoferraio. Si creino alcune aree marine, lungo le coste elbane, in cui sia vietata la pesca per un periodo congruo, con una turnazione tra le varie zone interdette alla pesca».

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