Sicurezza
Rebrab ha deciso, firma vicina per Leali
Accordo entro fine mese per l’affitto dell’acciaieria e di un laminatoio. Sindacati preoccupati, chiesto un incontro a Calenda
PIOMBINO. Entro la fine del mese Issad Rebrab potrebbe firmare il contratto d’affitto con opzione d’acquisto della Leali Steel, per un canone di circa due milioni all’anno e costi complessivi superiori ai 10 milioni.
La notizia di un accordo sempre più vicino, annunciata dal Tirreno il mese scorso, è stata rilanciata Giovedì 17 dal Sole 24 ore, che parla di un’intesa di cui vanno solo perfezionati i dettagli tra l’imprenditore algerino e il gruppo Klesch, proprietario dell’acciaieria di Borgo Valsugana (Trento) e del laminatoio di Odolo (Brescia) che pur avendo acquisito gli impianti solo nel marzo scorso, soffre di un pesante indebitamento. L’affitto non avverrebbe col marchio Aferpi, ma con quello Cevitaly, la holding costituita per l’acquisto della Lucchini.
Proprio per questa caratterizzazione Aferpi non commenta la notizia, ma non è un mistero che l’operazione non abbia mai incontrato il favore del management piombinese, impegnato nella complicata e sofferta operazione finalizzata alla realizzazione del progetto per acciaieria elettrica e nuovo treno rotaie, e alle prese con problemi di disponibilità del circolante che costringono i laminatoi a continui stop and go.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.14436445:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2016/11/19/news/il-governo-non-puo-piu-aspettare-1.14436445]]
In questo momento infatti – mentre dal primo novembre sono in solidarietà oltre 2100 lavoratori con l’assunzione degli ultimi 719 dalla cassa integrazione di Lucchini As – è in marcia solo il treno rotaie, mentre tve e tmp ripartiranno il 28 novembre.
Le possibili sinergie con Leali (che occupa complessivamente 250 dipendenti) sono limitate alla fornitura diretta ad Aferpi di un certo quantitativo di semiprodotti per il treno vergella, mentre si creerà di fatto un doppione con la produzione delle barre, essendo il tmp piombinese gemello dell’impianto di Lodolo. Il forno di Borgo Valsaugana invece non produce blumi, così che per le rotaie Aferpi continuerà a usare i semiprodotti di Jindal. E una nuova acciaieria resta quindi indispensabile per dare un senso al business delle rotaie su cui Rebrab ha sempre sostenuto di puntare.
Se dunque fin dall’inizio del suo arrivo in Italia Rebrab aveva affermato che nel campo siderurgico non si sarebbe fermato all’acquisto della Lucchini, certo l’accordo per l’affitto della Leali ormai in dirittura d’arrivo (dopo che proprio un anno fa invece era rapidamente tramontata l’ipotesi di acquisto) arriva in un momento dove sulle acciaierie piombinesi regna grande incertezza.
La due diligence delle banche su Aferpi è terminata ma il lavoro per la ricerca del credito non ha fin qui prodotto risultati, col ministro Carlo Calenda che il mese scorso aveva chiesto allo stesso Rebrab di presentarsi all’incontro successivo (previsto per metà novembre, ma una data ancora non c’è) non solo col nuovo piano industriale ma anche con quello finanziario, in grado di dimostrare la tenuta e solidità del progetto complessivo. E sul tema del credito pesa ovviamente anche la necessità di un intervento diretto del patron algerino, che lo ha promesso, ma che per il momento non si è concretizzato.
Ecco perché non mancano le preoccupazioni in città, e in particolare tra i sindacati. Fim, Fiom e Uilm fanno sapere che chiederanno un incontro urgente al ministro Calenda, anche per conoscere le implicazioni su Piombino del progetto Leali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
