Gioco
Nuovo polo culturale tra grandi spazi, storia e luoghi d’incontro
Visita al cantiere di piazza Manzoni con i progettisti Obiettivo sale della biblioteca e chiostro pronti in sei mesi
PIOMBINO. Ingresso da una gran porta che non c’era: come molto altro nel nascente polo culturale, col primo lotto - finalmente - in fase di conclusione. Progetto cominciato 10 anni fa, da subito con difficoltà: tra nuove normative anti sismiche, fondi carenti. Con la visita al cantiere di piazza Manzoni - ex Ipsia, ex Misericordia, ex caserma di Napoleone ex Convento cinquecentesco - si scoprono colonne (“rinforzate” in fibra di carbonio) archi, volte, un pozzo, una scala sotterranea... e lavori che procedono, davvero. «Intervento che riporta la cultura al centro della città – dice l’assessore Paola Pellegrini, dando il benvenuto – e che ha impegnato al massimo i progettisti dello studio “Leonardo” di Pisa e gli amministratori».
C’è l’assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano con i progettisti: gli architetti Re, Caponi, Rossi: «La ristrutturazione si sta delineando, con la “scoperta” di spazi prima nascosti, e che si rivelano nella loro importanza storica e bellezza architettonica – ricorda Capuano – Il polo si qualificherà come una delle opere pubbliche più significative di Piombino sotto ogni punto di vista: urbanistico, storico, culturale, sociale. Come lavori pubblici, ci siamo impegnati a risolvere i tanti problemi di natura giuridica, tecnica ed economica ed è da sottolineare l’impegno e la competenza dei progettisti, della ditta esecutrice e dell’ufficio tecnico che hanno sempre trovato la soluzione più giusta e sostenibile per andare avanti».
Ingresso principale, da piazza Manzoni, qui ci sarà l’installazione di una scale elicoidale in metallo, e di un ascensore in vetro. Al pianterreno bar-caffetteria, al secondo piano la biblioteca. «La nuova biblioteca – spiega l’architetto Salvatore Re – sarà strutturata con diverse sale lettura, sale conferenze. Il chiostro cinquecentesco interno, con una superficie scoperta di circa 200 mq, potrà essere utilizzato a fini espositivi e per iniziative di vario genere. Poi c’è la terrazza di pregio a ridosso delle mura». Prende forma quel luogo d’incontro con le funzioni di biblioteca contemporanea, secondo il progetto di Antonella Agnoli, esperta in biblioteche: spazio accogliente e “dinamico” dov’è possibile leggere e studiare ma anche ascoltare musica, socializzare.
Chiostro come “piazza interna”. «Importante congiunzione – riprende Pellegrini – tra la città antica, dentro le mura, e quella nuova, grazie al collegamento con porte e passerelle tra piazza Manzoni e le mura di via Leonardo da Vinci, mura della setssa biblioteca». Condivide l’idea del “luogo ritrovato” l’architetto Re «dove – racconta – è stato rimesso alla luce quello che già c’era, ma nascosto agli occhi e alla fruizione dei piombinesi. Oltre al chiostro, è venuta alla luce la sala capitolare del convento con un soffitto a volte costruito a canniccio, molto originale. Più un ambiente sotterraneo prima adibito a cantina ( rifugio durante la Seconda guerra mondiale ndr), un pozzo». Obiettivo? Chiusura del primo lotto entro sei mesi, comunque nel 2017. «La piazza dei “Saperi”, progetto di storia ritrovata dev’essere finito - conclude Pellegrini - bisogna provvedere all’acquisto degli arredi e al finanziamento del 2° lotto con la riqualificazione delle ex officine, dove dovrebbe nascere il centro di documentazione sulla siderurgia e lo spostamento dell’Arcivio. Con altri interventi, avrebbe dovuto essere sostenuto dal bando regionale Progetti di innovazione urbana (Piu), per attivare fondi europei, purtroppo non è andata così. Ma solleciteremo la Regione». Stavolta ben più che con idee chiare.
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