Gioco
Commissioni non convocate l’opposizione all’attacco
PORTOFERRAIO. Dilettanti allo sbaraglio. Dimostrazione di cattivo funzionamento della macchina amministrativa. Non si risparmiano le critiche dagli scranni della minoranza, dopo l'ultima convocazione...
PORTOFERRAIO. Dilettanti allo sbaraglio. Dimostrazione di cattivo funzionamento della macchina amministrativa. Non si risparmiano le critiche dagli scranni della minoranza, dopo l'ultima convocazione del consiglio comunale che ha visto il ritiro da parte della maggioranza di sei punti dell'ordine del giorno. E gli amministratori a difendersi dicendo che si è trattato di un problema squisitamente tecnico.
Ma vediamo come si sono svolti i fatti. Tutto è filato liscio fino a quando non si è affrontato il quarto punto dell'odg, che recitava: “Mancata ratifica nei termini della deliberazione di Ggunta relativa alle variazioni al bilancio per l'esercizio 2016/2018”. Tale provvedimento, stando alla minoranza, non poteva essere portato in aula in quanto era oltre i termini previsti dalla legge, ma soprattutto non era stata sottoposto all'esame della commissione consiliare di bilancio, come prescrive la legge. Ed è bastato per indurre l'opposizione a uscire dall'aula. La seduta viene temporaneamente sospesa per consentire alla giunta di togliersi d'impiccio. Una volta ripresi i lavori, la maggioranza riteneva opportuno ritirare il provvedimento in autotutela. Si riprende il dibattimento, ma giunto il punto 7 (riguardava l'affidamento del servizio pubblico di distribuzione del gas naturale, si trattava di approvare lo schema di convenzione), altro inciampo tecnico: anche in questo caso non si era verificato il passaggio dalla commissione Affari istituzionali. Per cui altra sospensione di una quarantina di minuti. Al rientro della giunta, si conveniva di ritirare gli atti compresi tra il punto 5 e 10 che recitava di approvare la convenzione per la gestione in forma associata dell'organismo indipendente di valutazione. La minoranza a questo punto è passata all'attacco: «Sono i soliti dilettanti allo sbaraglio - ha detto Paolo Andreoli, segretario Pd - Gli atti devono passare nelle varie commissioni e poi in consiglio. Non possono essere discussi solo in giunta, queste sono le basi. Purtroppo c'è tanta approssimazione che pagano i cittadini perché questi atti andranno riproposti e si perderà altro tempo. E' la stessa cosa che abbiamo visto con la relazione del sindaco: si fanno passare per straordinari atti di ordinaria amministrazione». Alessia del Torto: «I fatti parlano da soli. Sono di una gravità inaudita. È una dimenticanza talmente grossolana che non trova giustificazione. L'organismo politico e il presidente del consiglio non possono dimenticarsi di convocare le rispettive commissioni prima di arrivare in consiglio. Non è un problema di scollamento, ma è un problema più ampio e generalizzato di una amministrazione che non funziona». Risponde Roberto Marini, vicesindaco: «Non c'è nessuna responsabilità politica nell'accaduto. La responsabilità del ritiro degli atti è squisitamente tecnica. La minoranza farebbe meglio a tacere». (l.c.)
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