Il Tirreno

«Musei chiusi per sei mesi, sconcertante»

L’ex sindaco Fratini attacca la partecipata Cosimo de’Medici: così non si allunga la stagione

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PORTOFERRAIO. «Si parla tanto di allungamento della stagione turistica e poi, quando si tratta di mettere mano ai progetti per concretizzarli, si creano clamorosi flop».

È un giudizio duro quello che l’ex sindaco di Portoferraio Giovanni Fratini dà sull’operato della società partecipata Cosimo de’ Medici. Fratini ha segnalato pubblicamente alcuni disservizi che si sono verificati ieri, quando sul porto di Portoferraio è sbarcata una nave da crociera. I siti museali della Cosimo erano chiusi. E lo saranno fino a Pasqua.

«Ho visto – scrive alla nostra redazione l’ex amministratore – tanta gente girare per le vie del centro. Tornando a casa, in piazza Padella, due turisti americani mi hanno chiesto, piantina alla mano, come potevano fare per andare a visitare il museo archeologico della Linguella. Ho dato loro la necessaria informazione. Mi hanno ringraziato e ci siamo salutati. Mi sono sentito contento per aver aiutato i due, peraltro simpatici, crocieristi. Bene, poco dopo, arrivato a casa - continua sempre Fratini - per curiosità ho telefonato alla Cosimo de' Medici che mi ha dato una informazione 'sconcertante': tutte le strutture gestite dalla Cosimo (forte Falcone, Fortezze e Bastioni medicei, museo della Linguella e teatro dei Vigilanti ) sono chiuse dal 7 novembre. Ma la Cosimo non si informa sull'arrivo delle navi da crociera? È questo il modo di fare promozione turistica? E poi gli amministratori si fanno sentire quando, nonostante la presenza di crocieristi, i musei napoleonici sono chiusi per turno di riposo. Se si vuole prolungare la stagione come si fa a chiudere l'ufficio informazioni turistiche dai primi di ottobre? Come si fa a tenere chiusi tutti i nostri siti ed edifici storici proprio quando arrivano all'Elba navi da crociera di una discreta stazza?».

In sostanza, per tutti i cittadini di Portoferraio, il Falcone, i Bastioni medicei e lo spazio archeologico della Linguella saranno interdetti per quasi sei mesi.

«Ho sempre pensato - continua sempre Fratini - che certi luoghi facciano parte integrante del centro mediceo. Siano un tutt'uno con il tessuto urbano e che debbano essere goduti liberamente dai residenti come lo sono i giardini delle Ghiaie. Ma evidentemente mi sbagliavo».

E questo stato di cose, per l'ex amministratore è un ritorno al passato, quando alla Linguella non ci si poteva andare perché era zona militare; il Falcone era chiuso perché apparteneva al Demanio statale e i bastioni medicei, per quanto di proprietà comunale, almeno fino ai primi anni '70 erano inaccessibili.

«Spero che chi ci governa - conclude Giovanni Fratini - dimostri un sempre più grande amore per la città sforzandosi di valorizzarla e aiutarla a crescere turisticamente ed economicamente come si merita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web