Il Tirreno

Barbetti, il dirottatore di domini web che ha beffato Renzi

di Luca Centini

Sovraccarico di clic per il sito aperto dal sindaco elbano La lettera agli italiani all’estero trasformata in un autogol

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PORTOFERRAIO. Tra il mare e il web non è poi che ci sia troppa differenza. E chi arriva dall’Elba il mare lo conosce bene, così come se ne intende di pirati. Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri e responsabile regionale del comitato del No al referendum, non ha fatto fatica a indossare i panni di un Jack Sparrow del web. O più precisamente, di un dirottatore multimediale, con una manovra che ha portato lui e l’isola d’Elba agli onori della cronaca nazionale.

Il sindaco di Capoliveri è infatti l’autore della beffa compiuta ai danni del presidente del consiglio Matteo Renzi e del comitato per il Sì al referendum.

L’occasione che ha ingolosito Barbetti l’ha servita Renzi su un piatto d’argento. Anzi, sulla carta delle lettere indirizzate ai circa 4 milioni di cittadini residenti all’estero, finite in questi giorni al centro di numerose polemiche.

Chi ha scritto la lettera ha commesso un errore, inserendo un refuso sull’indirizzo Internet del comitato del Sì. Invece di www.bastaunsi.it, in calce alla lettera è comparso www.bastausi.it. Tanto è bastato per scatenare la furbizia del primo cittadino elbano e per trasformare un colpo gobbo dei sostenitori del Sì, criticato e ritenuto inopportuno dagli oppositori di Renzi, in un autogol grottesco, i cui effetti, ad oggi, non sono facilmente calcolabili.

Barbetti ha acquistato il dominio web www.bastausi.it e chiunque si colleghi al sito Internet, invece di trovare le ragioni del Sì, viene reindirizzato automaticamente al sito web della Fondazione Bene Comune di Altero Matteoli, da sempre riferimento politico di Barbetti, e del Comitato del No al referendum. «Non sono in grado di fornire un numero preciso dei contatti che da venerdì a oggi si sono collegati al sito Internet – racconta Barbetti – dico solo che abbiamo dovuto cambiare il server perché quello su cui avevamo caricato il sito non è stato in grado di supportare le tante visualizzazioni ed è andato in sovraccarico. Io pirata? Non scherziamo, acquistare un dominio Internet è legale, lo possono fare tutti. Ho solo sfruttato un’occasione». Non è la prima volta che il sindaco di Capoliveri, per motivi politici o imprenditoriali, acquista domini Internet: da “ForzaToscana” fino al marchio di “Italiapopolare” a “Costituzionebenecomune. E, da conoscitore dellle dinamiche del web, Barbetti sa bene che se si fa un errore occorre mettere immediatamente una pezza. «Se avessi commesso un errore del genere, avrei immediatamente comprato il dominio per evitare che qualcuno se ne impossessasse – racconta – per questo, incuriosito, sono andato a controllare. Ma nessuno aveva pensato ad acquistarlo. Allora ci ho pensato io». E quasi il sindaco di Capoliveri è rimasto deluso di essersi trovato di fronte a www.bastausi.it. «Da una prima lettura mi pareva di aver visto www.bastaabusi.it – racconta – sarebbe stato perfetto, avrebbe spiegato bene la storia del terzo premier che governa senza esser stato eletto da nessuno. Ho comprato www.batausi.it, sono contento lo stesso». Quattro euro e novanta centesimi per il primo anno di vita online del sito. Un affare per il comitato del No, un colpo gobbo sulla pelle dei sostenitori del Sì. Insomma, roba da pirati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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