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«I controlli non avrebbero cambiato l’esito»

«I controlli non avrebbero cambiato l’esito»

L’assessore Maestrini torna sulla vicenda delle palazzine in via della Pace dopo la sentenza del Tar

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PIOMBINO. L'assessore all'urbanistica Carla Maestrini interviene nuovamente sulla vicenda della sentenza del Tar sulle palazzine in località Pozzetti, con cui è stata cancellata la sanzione di 100mila euro alla ditta Giorgi.

«Si tratta di una vicenda complessa, sulla quale vale la pena tornare per spiegare ulteriormente alcuni passaggi fondamentali. - afferma Carla Maestrini - Alla luce del fatto che, per effetto della sentenza è stato ritenuto illegittimo il diniego di sanatoria e che l'amministrazione è ora tenuta a riconsiderare il provvedimento di diniego, emerge che se anche i controlli sul cantiere, da cui sono scaturite la contestazioni delle difformità edilizie, fossero stati condotti nelle prime fasi dei lavori, l'esito della vicenda non sarebbe stato diverso: trattandosi di difformità che lo stesso Tar ha considerato di modesta entità, le difformità si sarebbero comunque potute sanare, sulla base delle "tolleranze" ammesse in fase di progettazione esecutiva dalla disciplina del Piano di Lottizzazione. Tant'è che, - aggiunge - anche alla luce di quanto avvenuto, l'amministrazione ha introdotto, in occasione di una recente variante, alcuni affinamenti alla disciplina normativa del piano attuativo finalizzati a un miglior controllo delle altezze dei fabbricati in fase esecutiva. Inoltre - prosegue Maestrini - occorre tenere nettamente distinte le considerazioni e le valutazioni relative all'opportunità della scelta urbanistica operata dal PRG vigente, che ha introdotto le previsioni insediative di cui si parla, e alle successive e conseguenti soluzioni progettuali adottate dal Piano di Lottizzazione approvato nel 2009, dalle questioni inerenti le irregolarità edilizie riscontrate sul cantiere che, oggettivamente, hanno un'incidenza marginale sul risultato complessivo dell'intervento.Preme tuttavia ribadire, senza per questo sottrarsi a legittime valutazioni critiche, che per comprendere a pieno le soluzioni progettuali adottate per i fabbricati in questione occorre avere cognizione dell'insediamento nel suo complesso, sia nella componente insediativa sia nella componente delle "dotazioni pubbliche" che sono previste a beneficio futuro della collettività, ovvero il parco urbano che si estende per oltre 5 ettari sulle pendici collinari a monte dell'insediamento, nell'ambito del quale si potranno ricavare ulteriori e nuovi spazi di uso pubblico ed in posizione panoramica di grande pregio. Si ritiene infatti che il "deterioramento" della vista panoramica dal "belvedere" esistente di Via della Pace, "intaccato" dal nuovo skyline sarà ampiamente compensato da ulteriori e più gradevoli spazi di uso pubblico previsti nell'ambito del parco». Maestrini conferma l'impegno a verificare la fattibilità «di nuove e più godibili aree attrezzate e di belvedere da collocare nel nuovo parco urbano previsto a coronamento dell' edificato. Con la quarta commissione faremo un passaggio per informare meglio sui contenuti della sentenza».

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