Il Tirreno

porto azzurro, l’ordinanza del sindaco

Inagibili le cucine alle “ex suore”

di Luca Centini

Il Comune ordina a Don Jarek lavori nell’edificio sotto indagine

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PORTO AZZURRO. I locali della cucina dell’edificio “ex suore”, finito al centro delle indagini dei carabinieri relative all’attività di affittacamere abusiva contestata al parroco don Jarek di Porto Azzurro, non possono essere utilizzati sia dalla proprietà, ovvero dalla parrocchia, sia da chiunque altro occupi il locale, perché non in condizioni di sicurezza. Non solo. Dovrà essere transennato il lato destro dell’edificio, dove si presenta un «distacco della doccia pluviale con pericolo di caduta con una fessurazione presente sulla gronda». E, infine, il parroco don Jarek Sienkowsky avrà a disposizione 30 giorni di tempo per «provvedere al consolidamento dell’intero edificio, attraverso la realizzazione di tutti gli interventi richiesti in seguito ai sopralluoghi condotti dall’Asl e dai vigili del fuoco».

Sono le disposizioni che il sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni ha inserito nel testo dell’ordinanza relativa all’edificio delle ex suore, finito nei giorni scorsi al centro dell’attenzione dei carabinieri dell’isola d’Elba. Il parroco, infatti, è stato denunciato dai militari per violazione della legge antiterrorismo e segnalato per una presunta violazione amministrativa legata al mancato rispetto della legge regionale che disciplina l’attività di affittacamere. Nella struttura gestita dalla parrocchia sarebbero state ospitate da tempo una decina di persone, tra queste dipendenti di strutture ricettive o esercizi pubblici, personale della Capitaneria di porto ed anche alcune persone indigenti in situazione di emergenza abitativa.

Le indagini dei carabinieri sono partite da un esposto denuncia e, in breve, hanno dato seguito a vari sopralluoghi necessari a verificare le condizioni e l’agibilità dell’edificio in questione. Un percorso che viene riassunto nell’ordinanza firmata dal sindaco Luca Simoni e che ha portato alla dichiarazione di inagibilità del locale dell’ex canonica destinato alle funzioni di cucina. L’ordinanza del sindaco trae spunto dal sopralluogo dell’Asl, richiesto dai carabinieri, nel corso del quale lo staff sanitario hanno rilevato al primo piano dell’edificio quattro stanze, di cui tre occupate e «una cucina ad uso comune sul cui soffitto si è notata una evidente crepa e una sala polivalente il cui pavimento e le cui finestre necessiterebbero di urgente manutenzione (una finestra è addirittura priva di vetri). Si è notata inoltre un’ampia fessurazione sul tetto tra la zona vecchia e quella nuova dell’immobile che va verificata». Verifiche che sono avvenute con il successivo sopralluogo dei vigili del fuoco secondo cui – si legge nell’ordinanza – si riscontrava uno stato di vetustà che interessava quasi per intero il soffitto del secondo piano di una canonica, con pericolo di distacco della volterrana. I locali sottostanti il soffitto necessitano di immediati lavori di consolidamento. Sul lato destro dell’immobile si presenta inoltre il distacco della doccia pluviale con pericolo di caduta con una fessurazione presente sulla gronda. Quindi è opportuno mettere delle transenne».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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