La manifestazione
«Via della Pace, pagano i cittadini»
La vicenda definita «una farsa, l’ennesima previsione urbanistica sbagliata»
PIOMBINO. «Arriva dal Tar, com’era prevedibile, l’ennesima pesante tegola sulle spalle dell’amministrazione piombinese, con la sentenza in cui viene data ragione alla Giorgi Edilizia per la ormai ben nota vicenda dei condomini di località Pozzetti e viene annullata la sanzione di 100.000 euro applicata dal Comune».
E’ polemico il giudizio del Movimento 5 Stelle che in una nota bolla la vicenda come «una farsa. Anzitutto va stigmatizzata la superficialità con la quale il Comune, per mettersi al riparo dalle contestazioni di tutta la città, ha applicato la sanzione su basi giuridiche quanto meno discutibili, quando ormai il dado era tratto. La sentenza del Tar infatti stabilisce che il solo strumento del Prg – proseguono i 5 Stelle – non può essere utilizzato per l’applicazione della sanzione, in quanto lo stesso demanda agli strumenti attuativi la valutazione di eventuali scostamenti in altezza, oltre a valutare lo scostamento entro parametri di “ragionevolezza”. Alla fine, come sempre accade, a pagare saranno i cittadini e già questo basterebbe per indignarsi, ma crediamo che gli aspetti da condannare siano ancor più politici che tecnico-legali».
Per i pentastellati «siamo infatti davanti all’ennesima programmazione urbanistica sbagliata e per la quale paghiamo gli effetti a molti anni di distanza dal suo concepimento. Adesso in mano alla città resta solo un pugno di mosche, il panorama di via Della Pace è irrimediabilmente compromesso, il parco previsto come opera compensativa non ci sarà mai e la sanzione pecuniaria non era dovuta».
«Questa previsione risale alla notte dei tempi – prosegue la nota dei 5 Stelle – ed è stata fortemente voluta dalle precedenti amministrazioni, semplicemente oggi ne paghiamo gli effetti, come abbiamo già visto per il canile ai Macelli, ma nel medio lungo termine pagheremo le scelte sbagliate su tracciato 398, Quagliodromo, Centrale Enel. Questa storia, nata male e finita peggio, speriamo possa rappresentare la parola fine su un modo sbagliato di gestire l’urbanistica, con scelte dettate da interessi puntuali – è la conclusione – piuttosto che dall’interesse generale».
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