Il Tirreno

Morti in corsia, via alle 8 riesumazioni

di Federico Lazzotti
Morti in corsia, via alle 8 riesumazioni

Dopo alcuni ritardi, il giudice ha dato l’ok per le analisi irripetibili sui corpi delle presunte vittime non ancora cremate

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LIVORNO. Si svolgeranno, salvo ulteriori imprevisti, tra lunedì 21 e martedì 22 novembre le riesumazioni delle salme delle otto persone che secondo la Procura sarebbero state uccise da bombe di eparina somministrate ai pazienti all’interno del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Piombino da Fausta Bonino, l’infermiera indagata per quattordici morti sospette tra il 2014 e il 2015: arrestata il 30 aprile scorso e rimessa in libertà ventuno giorni più tardi.

L’autorizzazione da parte del giudice per le indagini preliminari Antonio Pirato, dopo alcuni ritardi dovuti a problemi burocratici, è arrivata a margine del secondo round dell’incidente probatorio richiesto sia dalla difesa che dal pubblico ministero Massimo Mannucci per cristallizzare alcuni aspetti della vicenda.

In primis proprio le cause della morte dei pazienti e in seconda battuta l’analisi dei contenuti e il traffico telefonico registrato nella memoria del cellulare dell’infermiera prima che il dispositivo venisse intercettato a partire da marzo 2015.

LE ANALISI. Gli accertamenti irripetibili da parte del pool di esperti di medicina legale nominati dal giudice, si concentreranno nella ricerca di tracce di eparina sulle salme e sugli eventuali effetti che l’anticoaugulante ha potuto lasciare negli organismi, anche a distanza di anni.

Molto sull’esito degli esami - hanno ripetuto gli esperti al giudice che ha affidato loro l’incarico - dipenderà anche dallo stato di conservazione delle salme: un particolare - secondo i medici - determinante per la ricerca di tracce che possano rispondere ai quesiti richiesti dal giudice «soprattutto per due casi».

Fatte le riesumazioni gli esperti avranno poi sei mesi di tempo per effettuare gli accertamenti sulle otto salme, le altre sei presunte vittime sono state infatti cremate e dunque non è possibile fare ulteriori accertamenti al di là delle cartelle cliniche e degli esami effettuati all’indomani del decesso.

IL TELEFONINO. L’altra parte dell’incidente probatorio, come detto, si concentra sul telefonino di Fausta Bonino. Il giudice ha affidato l’analisi del cellulare a un esperto che già ieri avrebbe dovuto depositare la perizia per capire se nella memoria ci siano tracce di contatti sospetti tra l’infermiera, ancora sospesa dal servizio dopo la presa di posizione dell’Asl, e colleghi o persone che potevano avere disponibilità di eparina.

«Le operazioni peritali effettuate fino ad oggi - spiega al termine dell’udienza l’avvocata Cesarina Barghini - non sono state esaustive e si sono svolte con modalità da rivedere. Ecco perché d’accordo con il giudice e il pubblico ministero abbiamo chiesto e ottenuto nuovi accertamenti. Il nostro obiettivo - prosegue - è quello di arrivare alla verità, ecco perché vogliamo che vengano fatte le cose per bene e in modo esaustivo».

Il giudice ha dunque chiesto al perito un’integrazione al lavoro svolto fino a ieri, fissato il termine per il deposito in cancelleria al prossimo 14 gennaio e dato appuntamento a tutte le parti al 7 febbraio successivo per l’ultima udienza dell’incidente probatorio. Ultimate queste pratiche ha anche dato l’ok alla restituzione del telefonino alla Bonino.

LA CASSAZIONE. L’inchiesta sulle morti sospette in corsia va dunque avanti. Ma il futuro processuale dell’indagine è legato anche a quello che diranno i giudici della Corte di Cassazione che, il 22 settembre scorso, hanno accolto il ricorso presentato dalla Procura di Livorno dopo la decisione del Riesame di scarcerare l’infermiera. Perché depositate le motivazioni - il termine scade il 22 dicembre - la palla di questa partita a scacchi tra accusa e difesa passerà nuovamente al Riesame di Firenze.

I giudici - diversi da quelli che il 20 aprile avevano firmato la scarcerazione - dovranno discutere nuovamente la fondatezza del ricorso dell’avvocato difensore della donna. Ma stavolta dovranno tenere conto di tre nuovi elementi: le motivazioni della Cassazione che saranno depositate nei prossimi giorni e i nuovi elementi probatori - pare siano molti - che Procura e difesa faranno arrivare in cancelleria per poi sostenere le loro tesi in udienza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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